Gio 25 Mag 2017 | Categoria: Persone

Intervista a Andrea Costa, Presidente FederSalus

  

Lo scorso 5 maggio, Andrea Costa è stato nominato all’unanimità alla guida dell’Associazione più rappresentativa del settore degli integratori alimentari.
 
Dr. Costa, lei ha una lunga esperienza all’interno dell’Associazione rivestendo nel corso degli anni diversi ruoli, assistendo e contribuendo in prima persona alla sua crescita. Quali sono state le leve principali di questa trasformazione?
Ho passato circa 10 anni nel consiglio direttivo a fianco prima di Renato Minasi, di Germano Scarpa, di Marco Fiorani ed infine di Marco Testa. Ciascuno di loro ha  dato il proprio contributo con passione imprimendo all’Associazione caratteristiche fortemente personali in funzione della propria esperienza di lavoro.  Renato Minasi ha fondato e gestito l’Associazione per quasi 10 anni contribuendo al forte sviluppo del mercato ed è stato uno dei padri fondatori del mercato degli integratori alimentari in Italia. Erano gli anni in cui le norme erano poche, scarsamente definite,  e spesso i prodotti venivano sequestrati perché vantavano proprietà curative. Renato Minasi ha avuto la capacità di iniziare quel rapporto di dialogo con il Ministero della Salute che ancor oggi rimane una delle pietre miliari dell’Associazione. Sotto la presidenza di Germano Scarpa  si è iniziato il processo di trasformazione e consolidamento  dell’Associazione, 116 milioni di confezioni vendute, 1.6 miliardi la dimensione del mercato. A lui i primi tentativi di affermazione delle GMP, Norme di autoregolamentazione specifiche di settore per sostenere la qualificazione della nostra filiera, le prime osservazioni critiche all’implementazione del Regolamento Claims.
Sotto la presidenza di Marco Fiorani l’Associazione ha subito una profonda trasformazione. Oltre alle numerose iniziative portate avanti, con il Dr. Fiorani FederSalus ha compreso meglio il proprio ruolo di attore primario nell’healthcare e la direzione da seguire nel futuro.  Attraverso un lavoro congiunto con KPMG, società leader mondiale nella consulenza strategica, l’Associazione ha confermato come proprio obiettivo primario il processo di qualifica del settore; qualità dei prodotti come strumento di differenziazione, necessario per comunicare con medici e farmacisti e come mezzo per dialogare con le Istituzioni sui potenziali i risparmi ottenibili dal Sistema Sanitario Nazionale con l’impiego di integratori alimentari. Il lavoro di Marco Testa è proseguito sulla traccia di Marco Fiorani, ma è stato troppo breve per apprezzarne i contenuti. Il mio compito è quello di proseguire la strada tracciata dai miei predecessori in un mercato sempre più grande e competitivo.
 
Su cosa bisognerebbe puntare secondo lei per lo sviluppo ulteriore del comparto?
Il comparto in Italia vale circa 2,8 miliardi di euro, il 92% di questo valore si concentra nel canale farmacia dove gli integratori alimentari, a fine 2016, si sono posizionati come seconda categoria dopo i farmaci etici a marchio, superando per dimensione il mercato del farmaco OTC e anche quello dei farmaci equivalenti. Secondo una ricerca promossa da GFK 3 italiani su 4 hanno impiegato almeno una volta nell’ultimo anno un integratore. La crescita del settore è guidata da un consumo sempre più evoluto e consapevole, dovuto a diversi fattori come invecchiamento della popolazione, aumento del focus su prevenzione, crescente consapevolezza della connessione tra cibo e salute, abitudine all’integrazione alimentare come parte della nutrizione corrente. Per salute e benessere le famiglie italiane sostengono di non aver ridotto la spesa. Cultura e possibilità economiche rendono i senior portatori di una domanda evoluta.
Contribuiscono alla crescita anche fattori riguardanti l’industria come l’interesse delle grandi aziende alimentari, dovuti a margini più interessanti rispetto al comparto alimentare tradizionale e l’interesse crescente delle Big Pharma come strategia duale alla specialty care (per rischio e margini inferiori).
Filiera di qualità, educazione dei camici bianchi,  coinvolgimento delle Istituzioni come testimonial nell’uso degli integratori possono essere un ulteriore contributo alla crescita.    
 
Quali sono i principali propositi del suo mandato?
Il mio impegno è rivolto alla  tutela degli interessi del mercato italiano degli integratori alimentari. Lavorerò a fianco dei miei colleghi affinché FederSalus possa continuare ad essere il miglior alleato per le aziende del nostro settore, più in particolare mi impegnerò per consolidare di quel senso di consapevolezza negli associati che dovrà costituire la base di una filiera di qualità. Continuerò la strada tracciata dai miei predecessori cercando di ottenere l’introduzione delle Norme di Buona Fabbricazione (GMP) del comparto nel corpo legislativo attuale.
Implementare le Pratiche di Buona Fabbricazione nel processo produttivo e farsi certificare dalle autorità secondo questi standard significa, infatti, non solo assicurarsi l'accesso a tutti i mercati europei e mondiali, ma anche migliorare l'efficienza operativa, promuovere l'immagine stessa delle aziende e mantenere la fiducia del consumatore.
Lavorerò insieme ai colleghi per implementare i servizi offerti dall’Associazione, per aumentare il livello di autonomia della segreteria. 
Lavoreremo in Italia e in Europa attraverso EHPM, per mostrare ai Governi che gli integratori sono indispensabili in un piano globale di “prevenzione”, (intesa come riduzione di un fattore di rischio di patologie), e che potrebbero permettere un ampio risparmio nella spesa per la salute. Cercheremo di coinvolgere anche i rappresentanti dell’industria farmaceutica per condividere questo obiettivo.
 
La Convention annuale FederSalus è alle porte. Quest’anno in una cornice inedita, quella dell’Ara Pacis. Il titolo scelto per questa edizione è “Integratore alimentare: l’innovazione nell’healthcare”. Con quali obiettivi aprirà i lavori il 22 giugno?
Il mercato degli integratori alimentari ha vissuto negli anni una crescita significativa che lo ha reso, di fatto, un protagonista nell’healthcare, con un valore generato nei canali farmacia e GDO di quasi 2,8 miliardi per circa 200 milioni di confezioni vendute. Il settore industriale si distingue inoltre per una virtuosa dinamica degli investimenti in innovazione e qualità, con un incremento dei livelli occupazionali della propensione all’export.
FederSalus vuole tracciare con l’occasione un bilancio non solo dell’evoluzione del comparto, ma promuovere anche la riflessione sui principali fattori di sviluppo, considerando sia le tematiche più strettamente industriali sia quelle relative alla salute nell’ottica della sostenibilità del SSN.  Dal punto di vista industriale, secondo le principali evidenze emerse dalla seconda indagine 2016 del Centro Studi FederSalus sulla filiera italiana degli integratori alimentari che ha coinvolto 112 tra le aziende associate, i ricavi industriali superano un miliardo di euro, l’occupazione è cresciuta nell’ultimo anno per il 51% delle aziende rispondenti, in controtendenza rispetto alla crisi, il 58% ha aumentato il fatturato estero e complessivamente la quota dell’ export è circa il 20% dei ricavi industriali totali.
Sulla sostenibilità del SSN si concentrerà in particolar modo  il nostro messaggio: l’integratore alimentare come strumento di innovazione nell’healthcare. Valutare l’impatto economico sanitario relativo all’uso dell’integratore alimentare, stimando i benefici economici e sanitari derivanti dall’eventuale utilizzo dell’integratore,  puntare sulla possibilità di intervenire sul consumatore-paziente in fase di prevenzione primaria, cioè nel mantenimento elle condizioni di benessere, con l’integratore alimentare, usare l’integratore alimentare come supporto ai processi fisiologici al fine di migliorare anche la risposta al farmaco.
 
Presidente come vede in Italia ed in Europa il futuro di FederSalus?
L’integratore alimentare oggi gioca un ruolo da protagonista nell’healthcare e il mercato italiano è leader in Europa per dimensioni, crescita e articolazione.  FederSalus oggi è senz’altro l’Associazione di riferimento in Italia. Questo grazie al lavoro della struttura dirigente e alla fiducia degli associati.
FederSalus, grazie alla sua partecipazione attiva in EHPM ha un ruolo di riferimento in Europa FederSalus in Italia, Synadiet in Francia e Naredi in Belgio sono i principali attori Europei, ma FederSalus  deve maturare la consapevolezza di rappresentare il mercato più importante in Europa. Il modello che si è sviluppato in Italia grazie ad un eccellente collaborazione con le Istituzioni che hanno saputo gestire il corretto compromesso tra innovazione e rigore, deve fare da guida per lo sviluppo  in tutta Europa.  Non dobbiamo dimenticarci che le regole del gioco si fissano a Bruxelles, ma gli attori che possono fare da nostri portavoce sono locali. 
É importantissimo continuare a rinforzare la credibilità del nostro settore a partire dalla costruzione di un network efficace a livello degli Stati Membri. E’ essenziale far comprendere a tutti gli stakeholder che il settore è serio, con imprese dinamiche ed innovative che producono occupazione e eccellenza, senza contare che tutto questo non costa niente alla spesa sanitaria e questo è il ruolo fondamentale delle associazioni di categoria come FederSalus.