Gio 28 Set 2017 | Categoria: Cosa di nuovo

Un nuovo trattamento a base di zinco per rallentare la degenerazione maculare senile neovascolare


Secondo un recente studio pubblicato sul British Journal of Ophthalmology, una nuova formula a base di zinco e antiossidanti avrebbe benefici in termini di costi ed efficacia nel rallentare la progressione della cosiddetta “forma umida” della più comune malattia degenerativa degli occhi: la degenerazione maculare senile neovascolare (NAMD).
 
L’efficacia del nuovo trattamento, che è accompagnato inoltre da consistenti risparmi del sistema sanitario, sarebbe stata comprovata sia sui pazienti con stato avanzato della malattia che con stato intermedio.
La ricerca, a cura di un’equipe di studio dedicata dell’UK Electronic Medical Record, ha l’obiettivo di dimostrare come il nuovo trattamento sia una scelta di politica sanitaria valida e migliore di quelle già esistenti per il trattamento.
 
Lo studio, infatti, dimostra che grazie al nuovo supplemento, per ogni paziente si potrebbe avere un risparmio per il sistema sanitario di circa 3.250 euro nel corso dell’intero trattamento, con un netto miglioramento della qualità di vita dei malati. I risparmi conseguenti a un intero anno di trattamento, invece, si aggirerebbero introno ai 141 milioni di euro.
 
Sostanzialmente si è dimostrato che le economie derivanti dal nuovo trattamento sono dovute alla condizione per la quale i pazienti trattati avrebbero bisogno di un minor numero di iniezioni del fattore di crescita anti vascolare endoteliale, che, oltre ad essere molto costose, presentano diversi effetti collaterali come infiammazioni e rischi di ictus.
 
Il ricercatore Dr. Adnan Tufail ha spiegato che i dati raccolti dalla ricerca sono stati analizzati con il metodo statistico Markov Model, che è stato strutturato per incorporare cinque differenti stati di acuità visiva ed è stato programmato per misurare la regressione della degenerazione maculare senile neovascolare rispetto alla diminuzione dell’utilizzo di iniezioni del fattore di crescita anti vascolare endoteliale.
 
In conclusione, considerati i consistenti risparmi del sistema sanitario preventivati e, soprattutto, data l’efficacia del nuovo supplemento nel rallentare la degenerazione della malattia, i ricercatori sottolineano la strategicità del nuovo trattamento.