Mer 25 Ott 2017 | Categoria: Il nostro mercato

Il ruolo degli integratori alimentari come presidio per il mantenimento e la promozione della salute degli italiani

Le analisi di GfK e New Line Ricerche di Mercato presentate in occasione del seminario FederSalus “Mercato degli integratori alimentari: consumatore, influenti e best practice aziendali. Come progettare una comunicazione emozionale per la classe medica?”,  tenutosi lo scorso 11 ottobre a Milano, hanno evidenziato il ruolo degli integratori alimentari come presidio per il mantenimento e la promozione della salute degli italiani, che risulta ancora più significativo quando è legato al consiglio di figure professionali esperte come medici e farmacisti.
 
Nell’ultimo anno 32 milioni di italiani hanno dichiarato di aver utilizzato integratori alimentari. Mediamente sono state impiegate 2,5 tipologie di prodotti con un’estensione d’uso rispetto al passato, mentre le categorie utilizzate sono aggregabili in quattro principali aree: tono, rinforzo ed energia (36%), disturbi specifici (29%), prevenzione (22%) e benessere (15%). 
 

Fonte: elaborato da GfK Food Supplements Monitor per FederSalus 2017 (6.946 casi)

 
Considerati prodotti sicuri (62%, aggregazione risposte: molto e abbastanza) ed efficaci (69%, aggregazione risposte: molto e abbastanza), l’approccio agli integratori e i riferimenti nella scelta di utilizzo variano in base ai diversi gruppi di consumatori identificati nella ricerca, tuttavia il contatto con il medico e con il farmacista risulta centrale per la ricezione di consigli utili e per l’acquisizione di informazioni sul prodotto, rispettivamente nel 38% e nel 37% dei casi. La pubblicità e il web, invece, rilevano come canali/fonti informative utili prima dell’acquisto di un integratore, con valori del 22% e del 14%.
 
Fonte: elaborato da GfK Food Supplements Monitor per FederSalus 2017 (6.946 casi)
Pur muovendosi tra diverse alternative di canali di vendita, il consumatore continua a prediligere l’acquisto in farmacia, dove gli integratori alimentari mantengono la seconda posizione subito dopo il farmaco etico di marca rappresentando il 10,4% del fatturato complessivo. In un contesto di generale stabilità del fatturato della farmacia (+0,4% nell’ultimo anno) principalmente legato alle dinamiche del farmaco etico di marca, gli integratori sostengono il valore complessivo del canale con un trend di crescita del 7,1%.
 
 
I risultati positivi coinvolgono tutte le principali aree di integratori, testimoniando un’ampia domanda di mantenimento e di promozione della salute da parte del consumatore.
Un driver fondamentale per il valore della categoria si conferma quello dell’attività di informazione e formazione che le aziende rivolgono al farmacista e al medico: il 37,2% delle vendite di integratori alimentari in farmacia è attribuibile infatti ad un’attività di formazione e informazione rivolta al farmacista, una quota pari al 32,2% è invece imputabile al driver del medico1.
Dati molto interessanti sono risultati anche dall’analisi svolta da New Line sugli scontrini generati da 8.200 farmacie nell’arco di dodici mesi.
Estrapolando tutti gli scontrini contenenti almeno un integratore, le farmacie specializzate nell’ambito dell’extrafarmaco2, si distinguono, rispetto alla media delle farmacie italiane, per una percentuale di scontrini contenenti almeno un integratore di un punto superiore al dato medio.
Risulta inoltre che nel 30% dei casi, sia per la farmacia specializzata sia per quella media, l’acquisto di un integratore avviene insieme a quello di un farmaco su prescrizione (fascia A+C). In questi casi si può quindi desumere che l’acquisto sia riconducibile al  consiglio del medico su prodotti che completano un trattamento specifico3.
Quando invece l’acquisto di un integratore non è abbinato a un farmaco etico ma ad altri prodotti di automedicazione o parafarmaci, la differenza tra i due segmenti di farmacie, specializzata e media, in termini di frequenza di scontrini con un integratore sul totale è di due punti percentuali.
Analizzando infine gli scontrini che contengono soltanto integratori, si rileva che la farmacia media presenta una percentuale di scontrini superiore a quella specializzata, evidenziando la rilevanza del consiglio del medico.

 

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Dall’analisi emerge quindi un’importante correlazione tra la presenza di una figura professionale esperta, come il medico e il farmacista, e il valore generato in farmacia dalla categoria degli integratori, che gli operatori del settore possono supportare favorendo la specializzazione del canale e la gestione della categoria. 


1Una quota pari al 29,5% corrisponde a un’attività ancora non definita in modo chiaro.
2Il cluster di Farmacie maggiormente specializzato nell’area dell’extrafarmaco consente di osservare meglio l’influenza della Farmacia (in termini di offerta, consiglio del Farmacista, esposizione)
3L’analisi dello scontrino ha permesso di osservare il comportamento d’acquisto. Sebbene non si conosca l’identità delle persone che entrano in Farmacia, dalla combinazione dei prodotti acquistati sono state ricavate numerose informazioni. Il driver di ingresso in farmacia è stato letto attraverso la ricetta medica, sia SSN sia di Fascia C. La presenza di una prescrizione all’interno del basket di prodotti acquistati è stata collegata in modo diretto al consiglio del Medico.