Lun 13 Nov 2017 | Categoria: Persone

Intervista alla Dott.ssa Cinzia Pranzoni, Consigliere Federsalus e Project Leader del tavolo di lavoro sulla qualità presso KPMG

 
La filiera italiana della produzione e distribuzione degli integratori alimentari rappresenta un’eccellenza a livello mondiale da difendere e valorizzare. La qualità di filiera rappresenta il traino fondamentale per consolidare la credibilità e la sostenibilità del settore ed abbattere le barriere alle esportazioni imposte dai Paesi extra UE.
In questo contesto si inserisce l’importante percorso strategico intrapreso da FederSalus, in collaborazione con KPMG, nel sostenere la qualifica dell’intera filiera italiana degli integratori alimentari, attraverso la definizione di linee guida per il modello progettuale formulativo, processo produttivo, specifici controlli post marketing, a crescente tutela del mercato italiano e per l’incremento nei mercati esteri.
La Dr.ssa Cinzia Pranzoni, Consigliere Federsalus e Project Leader del tavolo di lavoro sulla qualità di filiera nell’ambito del Progetto Compass, approfondirà alcuni aspetti di questo importante piano nato dall’intenso lavoro del tavolo tecnico con la collaborazione di KPMG.
 
FederSalus si appresta a diffondere un Position Paper sulla Qualità di Filiera. Quale sarà il valore aggiunto per le aziende italiane (e per il consumatore) che deriverà dall’implementazione secondo le best practice contenute nel documento?
Il Position Paper sulla Qualità di Filiera di prossima divulgazione è il frutto dell’esperienza e della forte conoscenza del mercato ed esprime il valore della nostra associazione nella sua unicità di rappresentanza dell’intera filiera. Al tavolo di lavoro si sono seduti e hanno fattivamente collaborato rappresentanti delle aziende produttrici di materie prime, produttori ed aziende che commercializzano e promuovono gli integratori alimentari con il proprio marchio. Questo è il valore aggiunto, una linea guida che rappresenta il meglio della collaborazione ed esperienza di rappresentanti dell’intera filiera con un’armonizzazione di intenti che ha arginato qualunque contaminazione competitiva.
 
Le indicazioni contenute nel Paper si riferiscono a tutte le fasi del processo produttivo, a partire dall’ideazione del prodotto stesso. Quali ritiene siano i requisiti essenziali perché si possa giungere alla commercializzazione di un integratore di qualità costruito secondo queste linee guida?
La fase di progettazione è cruciale in qualunque processo che porti alla realizzazione di un “prodotto”. Nel nostro settore applichiamo la progettazione a prodotti che coinvolgono il benessere alla salute dei consumatori. Al primo posto metterei indubbiamente la sicurezza. L’attuale quadro normativo espone un ampio numero di regole per garantire la sicurezza dei consumatori, ma con l’aumentare dei consumatori e la modifica dell’età media della popolazione, assistiamo periodicamente ad aggiornamenti di avvertenze e sempre maggior controlli relativi alle singole materie prime da parte delle autorità competenti. Il requisito essenziale dell’ampia sicurezza d’uso degli integratori passa per l’elevata qualità delle materie prime. Le aziende che commercializzano e promuovono integratori alimentari dovranno puntare sempre più sull’alta qualità delle materie prime. Ritengo che la selezione in fase di progettazione di materie prime qualitative sia requisito essenziale ed il primo passo per applicare le best practice di processo.
 
Quali sono gli elementi di reale innovazione introdotti e sistematizzati all’interno del processo produttivo così come descritto nel Position Paper?
L’obiettivo del documento è orientare le aziende, secondo la visione Federsalus, nell’ individuare un processo virtuoso per realizzare un integratore di qualità, da adattare alle dimensioni ed alla propria realtà aziendale. Individuo almeno 3 elementi fortemente innovativi: il primo è l’intero capitolo dedicato all’ideazione con esplicito dettaglio di tutte le fasi del processo tecnico – creativo che porta alla realizzazione di un integratore alimentare, ancora sulla carta in questa fase. L’innovation meeting è lo strumento costituito dal capitale umano di conoscenza ed esperienza che porterà poi l’integratore “dalla carta” alle prime fasi di sviluppo formulativo e poi all’industrializzazione.
Il secondo elemento innovativo, e non scontato, è il forte accento che l’associazione ha voluto porre sul piano analitico sul prodotto finito, test di stabilità, piani di analisi per il rilascio lotti sono solo un esempio, ma parte integrante della gestione del prodotto finito, che appunto deve essere gestito, mantenuto ed aggiornato per tutta la sua vita sul mercato.
Un punto molto sentito e terzo elemento di innovazione è sugli studi di efficacia a cui è stato dedicato un intero capitolo ed un dettagliato suggerimento di percorso di creazione dello studio con i riferimenti normativi del caso, ovviamente.
Tutto il lavoro aziendale e la documentazione prodotta e periodicamente aggiornata avranno la loro consistenza e troveranno fisicamente “casa” in quello che a questo tavolo di lavoro abbiamo battezzato “Dossier Tecnico“.
 
Oltre ai contenuti del Position Paper, quali altre misure sono necessarie a suo avviso per completare il processo di filiera di qualità?
Il mercato degli integratori in Italia ha già un alto livello qualitativo: i fatturati, i volumi e la crescita costante lo dimostrano. Il lavoro svolto in collaborazione con KPMG e rivolto ad associati e non associati ha l’obiettivo di fornire delle linee guida sistematiche di processo che entrino nei piani di sviluppo aziendali in modo irreversibile e volontario e non perché imposti normativamente. L’autodeterminazione aziendale della qualità è il gold standard di questo lavoro.
Il mercato è maturo per accogliere anche altri aspetti qualitativi più allargati che vanno oltre la qualità del prodotto, mi riferisco alla qualità della conoscenza degli integratori alimentari ed alla capacità di saper riconoscere un integratore di qualità, in particolare da parte degli operatori sanitari. A mio avviso un passo avanti andrebbe fatto in modo sistematico ed istituzionale nel percorso formativo di medici e farmacisti. Ma Anche la corretta comunicazione ritengo sia un aspetto qualitativo determinate per il settore.
L’associazione lavora attivamente anche su questo fronte al fine di poter affermare una qualità riconosciuta e riconoscibile.