Gli integratori alimentari svolgono un ruolo sempre maggiore nel moderno trattamento delle patologie degli arti, e sono sempre più apprezzati dagli sportivi. L’artrosi è oggi la malattia più diffusa, non esiste individuo oltre i 30 anni che non presenti una patologia articolare a carattere degenerativo. Influiscono il peso corporeo, la scarsa motilità, gli eventuali traumi e l’età. La terapia dell’artrosi è ancora controversa.
I farmaci che intervengono solo sui sintomi, come gli antiinfiammatori non steroidei (FANS) e gli antidolorifici, non risolvono il problema. La nutraceutica offre invece prodotti che riescono a contribuire ad un ripristino parziale, ma comunque apprezzabile, dell’integrità delle articolazioni. Fra i vari nutraceutici il maggior successo è della glucosamina.
La glucosamina è un derivato del glucosio e si presenta in forme diverse: n-acetil glucosamina, glucosamina cloridrato e glucosamina solfato. Tutte vengono estratte da sostanze naturali e sono perfettamente assorbite dall’intestino, senza effetti secondari. La glucosamina solfato, tra queste, è la più efficace. Perché sono così importanti, quando si parla di artrosi? Innanzitutto perché la glucosamina è la principale molecola utilizzata per la sintesi dell’acido ialuronico e degli altri principali componenti della cartilagine delle articolazioni. La cartilagine è il tessuto che riveste la superficie dei capi articolari e ne permette lo scorrimento, ma si logora progressivamente con il peso, l’età, i traumi. Quando si assottiglia in misura eccessiva, scopre il capo articolare osseo e si manifesta dolore nel movimento. L’articolazione più frequentemente colpita dall’artrosi è quella del ginocchio, maggiormente sottoposto all’eccesso di peso. Somministrazioni di glucosamina solfato per bocca al dosaggio di 1500mg/die hanno mostrato, in studi controllati, effetti assai favorevoli.
Gli studi più noti sono quelli condotti dal prof. J.Yves Reginster dell’università di Liegi (Belgio) e dal prof. Franco Combi di Milano (medico dell’Inter, tra i partecipanti al Congresso), che hanno documentato miglioramento sia nel dolore sia in misurazioni oggettive delle articolazioni .
Il condroitinsolfato, un altro componente delle articolazioni, una molecola complessa di cui è meno nota l’attività, può essere aggiunto alla glucosamina, avendosi un potenziamento di efficacia. Ma i nutraceutici hanno avuto un enorme sviluppo nell’ integrazione dello sport. Lo sportivo, da un lato è impegnato a migliorare la propria muscolatura ed efficienza fisica, dall’altro è timoroso di aumentare di peso, o comunque di perdere energia. Si espone spesso a diete squilibrate: un esempio è quello delle diete con la finalità di “riempire” l’organismo di carboidrati nei giorni precedenti una maratona, diete la cui efficacia non ha poi trovato reali conferme.
E’ invece importante per lo sportivo disporre di strumenti che consentano di mantenere una adeguata riserva di zuccheri e fra questi prevalgono le maltodestrine, prodotti di digestione parziale degli amidi, che consentono di produrre bevande non troppo dolci ma energetiche per lungo tempo.
Lo sportivo richiede poi per il miglioramento muscolare gli aminoacidi ramificati, come presentato al Congresso SINUT dal prof. Enrico Arcelli di Milano, uno dei “maestri” delle teorie più avanzate sull’esercizio fisico. Gli aminoacidi ramificati sono miscele di tre aminoacidi (i principali componenti delle proteine): la leucina, la valina e l’isoleucina. Diversamente dagli altri aminoacidi delle proteine, che servono soltanto a ristrutturare il muscolo, gli aminoacidi ramificati hanno anche una funzione energetica. L’organismo infatti è in grado di demolirli, rimpiazzando le quote energetiche del muscolo danneggiato dallo sforzo, in modo da consentire sforzi più prolungati e senza danno. Aggiunti come integratori alla dieta possono avere anche un’attività utile nell’incremento della masse muscolari. Nel corso del Congresso SINUT, il Dott. Derave di Ghent ha parlato degli effetti della creatina.
La creatina è un composto intermedio del metabolismo muscolare, utilizzato nella contrazione del muscolo. Il muscolo si contrae formando fosfocreatina, successivamente demolita a creatinina, che si elimina nelle urine. La creatina ha avuto alti e bassi: è stata decantata quasi fosse un doping e successivamente demolita come una sostanza inutile. Il Dott. Deraeve ha dimostrato invece che una certa quantità di creatina assunta per via orale non è trattenuta dalla muscolatura e può in qualche misura sostenere lo sforzo fisico, migliorando l’accesso di glucosio al muscolo e aumentando la molecola carnosina nel muscolo. La carnosina è una molecola energetica ed antidiabetica, di cui ha parlato al congresso il prof. Aldini di Milano. La creatina è quindi utile soprattutto negli sport a rapida contrazione muscolare, ma può migliorare la performance anche a lungo termine, essendo molto utile nello sportivo appassionato di corsa o di trekking. L’integrazione con creatina ha dimostrato effetti favorevoli quando anche associata ad aminoacidi ramificati.
Fonte: DossierMedicina.it