mer 22 maggio 2013 | Categoria: Cosa c'è di nuovo

Allarme della FDA per i prodotti a base di DMAA

Lo scorso Aprile la statunitense Food and Drug Administration (FDA) ha lanciato l’allerta sulla dimetilamilamina (DMAA), che l’Ente americano specifica possa essere indicata in etichetta anche con altri nomi come 1,3-Dimethylamylamine, methylhexanamine. Si tratta di uno stimolante presente in alcuni integratori alimentari utilizzati per perdere peso e dagli sportivi, spesso pubblicizzato come stimolante “naturale”[1]. La DMAA, specialmente in combinazione con altri ingredienti come la caffeina, aumentando la pressione sanguigna, può indurre problemi di salute che vanno dalla mancanza del respiro all’infarto. 

Pur essendo già stata messa al bando dall’Agenzia mondiale antidoping (Wada) nel 2009, la DMAA è tuttora in commercio negli Stati Uniti, nonostante le 86 segnalazioni di malattie e morti associate al consumo di integratori contenenti DMAA ricevute dalla FDA fino all’11 aprile scorso. Da qui l’iniziativa dell’ente governativo statunitense che ha inviato una lettera di avvertimento ad 11 aziende produttrici, con cui chiedeva di notificare i prodotti contenenti la sostanza e sottolineava la necessità di rimuoverli dagli scaffali. 10 aziende hanno risposto positivamente all’iniziativa interrompendo la commercializzazione di prodotti con DMAA. Una sola società, USPlabs, ha risposto all’avvertimento della FDA presentando studi pubblicati con la pretesa di contestare le conclusioni rilevate dell’ente. L’FDA dopo aver analizzato la documentazione, ha ritenuto insufficienti le informazioni fornite a difesa dell’utilizzo della DMAA e ha sollecitato il ritiro dei prodotto.

Anche i consumatori sono stati esortati a non acquistare né fare uso dei prodotti contenenti DMAA, che si può celare dietro altri nomi, spesso ingannevoli, volutamente indicati in etichetta per lasciare intendere che la DMAA rientri nella naturale composizione dell’olio di geranio, favorendo pertanto l’erronea percezione di un prodotto di origine vegetale[2].

La DMAA continua a circolare illegalmente anche in Europa, Italia compresa, nonostante l’uso della sostanza negli integratori alimentari sia vietato da tempo a seguito delle valutazioni negative condotte dalla Commissione Unica per la Dietetica e la Nutrizione (CUDN). Alcuni siti internet, infatti, commercializzano i prodotti a base della sostanza provenienti da Usa e Canada, come dimostrano le numerose segnalazioni pervenute al Rasff (Rapid Alert System for Food and Feed), il sistema europeo di allerta rapido sul cibo che si attiva a tutela della salute del consumatore.

Dopo la diffusione della notizia sull’allerta lanciata dalla FDA, il Ministero della Salute ha ritenuto di dover chiarire la sicurezza degli integratori alimentari distribuiti attraverso i canali tradizionali. Su questo aspetto si è espressa anche FederSalus, che, a tutela della salute dei consumatori, ha invitato gli italiani ad un controllo attento delle etichette dei prodotti, puntando sull’acquisto di quegli integratori alimentari contenenti le sostanze ammesse dal Ministero della Salute e notificati al Ministero della Salute al momento della prima commercializzazione, pubblicate in un elenco reperibile al link 

 

Alla luce del crescente utilizzo di Internet e di altri canali alternativi per l’acquisto di integratori e farmaci, il Ministero della salute ha ricordato di aver avviato un protocollo di intesa con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e il Comando Carabinieri per la tutela della salute (NAS) per intensificare la lotta alla contraffazione di prodotti presentati come “naturali”, ma contenenti in realtà sostanze non ammesse e quindi illegali.

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