lun 23 dicembre 2019 | Categoria: Persone

“FederSalus: 20 anni insieme. I traguardi raggiunti e le prospettive future”. L’intervista al Presidente Marco Fiorani

FederSalus celebra quest’anno i suoi primi venti anni di attività che hanno accompagnato e sostenuto lo sviluppo della filiera industriale italiana degli integratori alimentari, oggi un’eccellenza a livello mondiale, ed il riconoscimento dell’integratore alimentare come presidio della salute e del suo valore sociale ed economico. Fondata nel 1999, FederSalus rappresenta oggi oltre 220 aziende, 20mila addetti e 2,6 miliardi di fatturato industriale.

Il Presidente di FederSalus Marco Fiorani – membro del Consiglio Direttivo dal 2004, vicepresidente fino al 2012 e già Presidente dal 2013 al 2016 – racconta il percorso dell’Associazione, i traguardi raggiunti negli anni e le sfide future che attendono il settore degli integratori alimentari.

Quella di FederSalus è una storia fatta di grande impegno e importanti traguardi. Ci illustra le fasi principali di questo percorso?

L’Associazione è stata fondata all’inizio del 1999 da 12 imprenditori in un mercato che era agli albori.

In realtà l’integratore alimentare così come lo conosciamo oggi ancora non esisteva in quegli anni: la sua definizione ufficiale risale infatti al 2002, con la direttiva comunitaria 46 recepita in Italia nel 2004 con il DL 169, ma già anticipata da una Circolare del Ministero nel 2002.

Il Ministero della Salute infatti ha sempre avuto grande attenzione e sensibilità verso il settore degli integratori alimentari ed ha anticipato di fatto con una circolare il recepimento della direttiva 46 che riconosce all’integratore un ruolo funzionale ed un effetto fisiologico sull’organismo con l’impiego di sostanze diverse da vitamine e minerali, quali i botanicals, i probiotici ed altre sostanze ammesse.

Questo è stato il vero trigger dello sviluppo del settore e del mercato nella direzione che conosciamo, grazie alla capacità di ricerca ed innovazione delle aziende del settore per coprire bisogni di salute e benessere sempre più evoluti della popolazione.

Al tempo tuttavia mancavano punti di riferimento per le aziende italiane che si affacciavano al mercato e anche una rappresentanza presso le istituzioni, in particolare il Ministero della Salute.

FederSalus in quel periodo fornisce supporto tecnico e aggiornamento costante, interpreta e rappresenta le esigenze delle aziende presso le istituzioni nazionali ed europee.

Quali sono stati gli aspetti più difficili e le sfide che l’Associazione ha dovuto affrontare nella prima fase di attività?

Nel primo decennio della sua attività, che abbiamo definito ‘gli anni ruggenti’, il mercato era in crescita straordinaria, e le aziende fortemente attratte dalla dinamica del mercato ma anche con pochi punti di riferimento.

Grande era l’esigenza di assistenza e supporto sotto il profilo tecnico e regolatorio e di rappresentanza presso gli organismi tecnici del Ministero della Salute.

In questi anni si delineano gli interventi normativi più significativi per il settore, che saranno tuttavia realmente visibili nella loro efficacia solo qualche anno più tardi, come la regolamentazione dei claims sulla salute del 2006.

Tra i principali interventi di FederSalus di quegli anni ricordo la produzione degli elenchi delle sostanze e dei claims presenti sul mercato italiano al Ministero della Salute ed il successivo ricorso presso la Corte Europea contro i criteri adottati da EFSA nell’applicazione del regolamento, l’avvio del PQA, il Programma Qualificazione Aziendale, il Codex Herbarum, primo atto di autoregolamentazione del settore, il Glossario Terminologico sulle indicazioni sulla salute che è alla base dei claims di botanicals e altre sostanze tuttora vigenti in Italia nelle more del Regolamento comunitario, il Programma “Guadagnare Salute” in collaborazione con il MinSal per favorire il corretto uso degli integratori.

Le aziende hanno riconosciuto il contributo e l’utilità dell’Associazione e la base associativa è cresciuta esponenzialmente.

Dopo questo primo decennio di definizione del settore e di crescita turbolenta che cosa è accaduto?

Nel periodo successivo si inizia a riconoscere la forza del mercato come fenomeno strutturale, in cui il consumatore riconosce reale valore all’integratore. I consumi degli integratori sono in controtendenza rispetto alla crisi, si rinuncia al superfluo, come viaggi e abbigliamento, ma non all’integratore.

Si delinea la centralità dell’integratore nell’area della salute. La farmacia diventa centrale e il medico inizia ad interessarsi, si affacciano al mercato le aziende farmaceutiche, nascono e si sviluppano nuove categorie di prodotti legate ad aree di salute anche molto specifiche.

Altri importanti regolamenti europei contribuiscono a definire direttamente o indirettamente il settore, e dal 2012 cala la mannaia del regolamento europeo 432 sui claims in esecuzione del 1924 del 2006.

Regolamento, sottolineo, che in Italia non abbiamo ancora di fatto sentito grazie al fondamentale lavoro del Ministero della Salute italiano in stretta collaborazione con FederSalus che è sfociato nella lista Belfrit con allegati claims dei botanicals.

In questi anni FederSalus si afferma come interlocutore di riferimento del settore presso le istituzioni, sviluppa e consolida importanti strumenti di supporto alle aziende e agli stakeholders, tra cui i gruppi di lavoro e studio interaziendali, frequenti corsi e seminari di aggiornamento sul mercato e insights sul consumatore, un importante network tecnico/scientifico, media relations, eventi istituzionali ed altre iniziative che saranno alla base del suo sviluppo successivo.

Quali sono le sfide che attendono l’Associazione nel prossimo futuro? E quali le iniziative per una ulteriore crescita e rafforzamento del settore?

Negli ultimi anni l’integratore alimentare si è affermato come presidio della salute del cittadino ed è la prima categoria di prodotti in Farmacia dopo il farmaco su prescrizione. Il mercato italiano è il primo mercato in Europa. Allo stesso tempo si registra il rallentamento dei consumi interni e si prospetta un cambiamento dello scenario distributivo.

Sul fonte regolatorio inoltre, gli attuali criteri per l’affermazione dei claims ed i criteri di valutazione dei profili di sicurezza delle sostanze diverse da vitamine e minerali incombono pericolosamente sul nostro settore.

In un contesto così complesso e mutevole è necessario avere una visione chiara delle prospettive e una conseguente strategia per uno sviluppo sostenibile del mercato nel lungo periodo. Già nel 2015 abbiamo quindi avviato il piano strategico Sestante con il supporto di un importante advisor esterno e alcune aziende rappresentative anche non associate per delineare i capisaldi del futuro percorso associativo. Percorso che si basa sull’affermazione della qualità di filiera, del ruolo sociale dell’integratore e della sua identità anche regolatoria rispetto all’alimento in termini di profili e criteri di efficacia e sicurezza.

Si è quindi definita una chiara missione associativa che vede lo sviluppo del mercato attraverso il riconoscimento dell’integratore come presidio della salute [benessere e prevenzione primaria], della sua specifica identità rispetto all’alimento e lo sviluppo internazionale dell’eccellenza produttiva, di ricerca e tecnologica italiana.

I principali progetti ‘messi a terra’ in questi ultimi anni sono, tra gli altri, il Centro Studi di Settore, per accreditare presso le istituzioni nazionali ed estere la realtà imprenditoriale su cui si fonda il mercato, l’adesione allo IAP per una corretta comunicazione, i Position Paper di Qualità di Settore e della relazione con gli stakeholders Farmacista e Medico, un intenso programma di supporto all’internazionalizzazione che ha trovato l’adesione ed il sostegno del MISE/ICE-ITA e del MAE, un progetto normativo di qualità del settore specifico e coerente con la natura e destinazione d’uso degli integratori.

Nel corso di quest’anno abbiamo anche avviato un processo di sviluppo organizzativo rispetto agli obiettivi e alla strategia dell’Associazione in collaborazione con una importante società di consulenza organizzativa.

All’evento di celebrazione dei primi venti anni, il guest speaker era un astronauta, Paolo Nespoli, perché?

Sappiamo che la ricerca e sviluppo più avanzata punta sui temi della salute e della longevità, e della longevità in salute che permetteranno di migliorare la vita delle persone, e sappiamo anche che le condizioni extra-terrestri consentono agli scienziati di fare esperimenti che espandono la nostra conoscenza e permetteranno di migliorare la vita delle persone.

Una dimensione questa che può stimolare le aziende sull’importanza della ricerca e rappresentare un propulsore per eccellenza dell’innovazione scientifica e tecnologica anche nel nostro settore.

Non è quindi un caso che l’ ing. Paolo Nespoli fosse con noi per la celebrazione dei venti anni di FederSalus. Paolo Nespoli è l’astronauta italiano ad aver vissuto più a lungo nello spazio: 313 giorni ed è stato a capo di importanti esperimenti riguardanti il campo biomedicale e dell’alimentazione anche associati allo studio delle patologie neurodegenerative come Parkinson ed Alzheimer. E ci ha parlato anche di probiotici nello spazio, illuminandoci con prospettive fino ad oggi inimmaginabili.

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