mer 31 ottobre 2018 | Categoria: Cosa c'è di nuovo

I benefici dei probiotici: lo studio della Georgetown University Medical Center

Gli integratori alimentari a base di probiotici sono comunemente noti per il loro utilizzo in caso di disturbi gastrointestinali, in particolare in caso di squilibrio della microflora intestinale. Studi recenti hanno però messo in evidenza i benefici legati all’utilizzo di integratori a base di probiotici anche in altre aree oltre quella gastrointestinale.

Secondo una recente metanalisi condotta presso la Georgetown University Medical Center, infatti, è emerso che una regolare assunzione di probiotici può avere effetti positivi nel ridurre l’incidenza e la gravità di alcune comuni infezioni in fase acuta quali ad esempio le infezioni del tratto respiratorio (RTI) e del tratto gastrointestinale. In questo modo l’integrazione alimentare con probiotici potrebbe essere associata a un ridotto uso di antibiotici e di conseguenza potrebbe quindi contribuire ad una migliore gestione dell’emergenza legata alla resistenza agli antibiotici.

La ricerca, sostenuta in parte dall’Associazione Scientifica Internazionale per i Probiotici e i Prebiotici e pubblicata sull’European Journal of Public Health, è stata realizzata attraverso una revisione sistematica di studi randomizzati e controllati (RCT) che hanno valutato l’impatto dell’integrazione probiotica (di qualsiasi ceppo, dosaggio o durata), rispetto al placebo, sull’utilizzo di antibiotici per infezioni comuni acute. La meta-analisi ha dimostrato che i neonati e i bambini che avevano assunto quotidianamente probiotici dei ceppi Lactobacillus e Bifidobacterium hanno riportato il 29% di probabilità in meno di prescrizione antibiotica rispetto a quelli trattati con placebo. Sono ancora da approfondire i meccanismi che portano i probiotici a combattere le infezioni, specialmente quelle del tratto respiratorio e nel tratto digerente inferiore: tra le ipotesi dei ricercatori vi è la possibile produzione probiotica di inibitori degli agenti patogeni e la regolazione immunitaria.

Sui benefici che possono derivare dall’assunzione regolare di integratori alimentari a base di probiotici, non solo nell’area gastrointestinale, interviene Massimo Barberi, direttore responsabile di Microbioma.it.

«Questa revisione sistematica è un ulteriore passo avanti nella direzione della cosiddetta Microbiome revolution. È oramai chiaro che la modulazione del microbiota intestinale attraverso probiotici ceppo specifici apre prospettive terapeutiche va vanno ben oltre l’ambito strettamente gastrointestinale. Esistono già in commercio, anche in Italia, integratori probiotici che hanno dimostrato in diversi trial clinici di  coadiuvare i trattamenti delle infezioni delle alte vie respiratorie e le otiti medie a livello pediatrico, con notevoli vantaggi clinici, ma non solo. Basti pensare al fatto che questi probiotici riducono il ricorso agli antibiotici, e sappiamo quanto sia rilevante il problema dell’antibiotico resistenza. Per non parlare del numero di giorni di scuola (e di lavoro dei genitori che devono accudire i figli) che non si perdono grazie a questi integratori».

«Non conosciamo ancora – conclude Barberi – i meccanismi precisi su cui si basa il cosiddetto “asse intestino-polmone”, ci sono alcune ipotesi interessanti che devono ancora essere confermate. Di sicuro la ricerca in questo ambito sta procedendo a passi da gigante. Nel giro di pochi anni saremo in grado di sviluppare trattamenti che, sulla base di queste conoscenze, avranno un notevole impatto sulla salute individuale e collettiva».

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