mer 30 luglio 2014 | Categoria: Noi per Voi

I primi risultati del questionario di internazionalizzazione realizzato per gli associati FederSalus in occasione della Convention nazionale

L’internazionalizzazione è diventato un tema di grande interesse per lo sviluppo delle aziende italiane di ogni industry. Anche il settore dell’integrazione alimentare non ne è indifferente, tanto che FederSalus ha realizzato una serie di incontri ed approfondimenti per fornire alle aziende associate spunti e approcci verso i mercati più interessanti e promettenti per il settore.
L’associazione ha anche voluto misurare l’attitudine e le prospettive di internazionalizzazione delle aziende attraverso un questionario realizzato in collaborazione con Promos, azienda della Camera di Commercio di Milano. Di seguito proponiamo una sintesi della fotografia che ne è emersa.
L’obiettivo del questionario, compilato online, è stato quello di raccogliere informazioni utili in merito alle esperienze di internazionalizzazione e ai propositi futuri, per potenziare un servizio di networking e definire iniziative in grado di supportare gli associati nell’approcciare i mercati esteri.
 
A distanza di poche settimane dalla Convention, svoltasi il 26 giugno a Milano, il 35% delle aziende ha aderito all’iniziativa con un ritorno di 57 questionari. Dai primi risultati raccolti, emerge  che più della metà degli associati che hanno risposto al questionario, ha già maturato un’esperienza nei mercati esteri. In particolare, l’esperienza si sta via via consolidando per quasi il 37% degli associati, mentre il 19% vanta un’esperienza già consolidata e il 15,8% un’esperienza in fase iniziale.
Quasi un terzo degli associati, invece, non ha maturato ancora nessuna esperienza nei mercati esteri. Di questi, il 17,5% sta valutando nuove opportunità di internazionalizzazione, mentre il 10,5% non ha al momento in programma un progetto in merito.

 

 

Interessante anche il riscontro ottenuto rispetto ai presupposti che inducono o hanno indotto le aziende associate all’internazionalizzazione. Per 9 associati su 10, l’ampliamento del business è il primo motivo che li spinge ad approcciare i mercati esteri. Al secondo posto emerge la domanda da parte di clienti stranieri (76,5%), mentre per poco più della metà del campione, un altro motivo è il know how e il riconoscimento degli standard qualitativi italiani nei mercati esteri (51%). Solo il 21,6% degli intervistati dichiara che la crisi economica e il rallentamento della crescita del mercato in Italia sono alla base dell’interesse ad approcciare nuovi mercati.

 

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