lun 3 giugno 2019 | Categoria: Persone

Il valore sociale dell’integratore alimentare. Intervista a Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis

In un contesto che vede da un lato il progressivo invecchiamento della popolazione e dall’altro una sempre maggiore attenzione e responsabilizzazione dei consumatori nel mantenimento della propria salute attraverso una sana alimentazione e uno stile di vita salutare, per l’integratore alimentare si aprono nuove importanti prospettive in ottica di prevenzione primaria, di welfare e di valore sociale.

Su queste tematiche risponde Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis, che illustrerà ragioni e obiettivi alla base del Rapporto Censis: Il valore sociale dell’integratore alimentare, presentato in occasione della XX Convention Federsalus, il prossimo 20 giugno a Roma.

Il settore degli integratori alimentari registra trend di mercato positivi e trova riscontro nelle scelte dei consumatori italiani. In cosa consiste il valore sociale dell’integratore alimentare? Quali sono gli obiettivi di questo rapporto Censis?

I comportamenti concreti dei consumatori e il crescente valore economico del settore testimoniano in modo inequivocabile il valore sociale degli integratori alimentari. Cioè la loro capacità di rispondere alla maggiore attenzione che oggi gli italiani mostrano per la tutela della propria salute, per stili di vita salutari e per la prevenzione primaria. Nel settore alimentare lo dimostrano i dati di vendita del biologico, per esempio. Ecco perché, nonostante in generale gli italiani siano divenuti più cauti e selettivi nelle proprie scelte di acquisto, gli integratori alimentari sono definitivamente entrati nel loro carrello della spesa. Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle cronicità, la tutela della buona salute attraverso gli stili di vita salutari e la prevenzione delle malattie sarà sempre più importante in futuro. Non solo per la vita delle persone, ma anche per la tenuta del nostro sistema sanitario. Da questo punto di vista gli integratori alimentari svolgono un ruolo importante, che troppo spesso non viene adeguatamente riconosciuto. L’obiettivo del Rapporto Censis-Federsalus è misurare la funzione sociale degli integratori, a partire dalle opinioni degli italiani, che invece dimostrano concretamente nella loro vita quotidiana di apprezzarli e di utilizzarli abitualmente, spesso dietro consiglio del medico.

Come è evoluto nel tempo il rapporto degli italiani con la salute? Cosa ha portato ad una sempre maggiore responsabilizzazione e autogestione del proprio benessere da parte del cittadino?

La crescita della responsabilizzazione verso il proprio stato di salute da parte degli italiani è un fenomeno che ha origini lontane, di cui le ricerche del Censis già ne individuavano i primi segnali negli anni ’80. La crisi economica ha ulteriormente accentuato questa dinamica di lungo periodo, rendendo gli stili di vita e i consumi più attenti alla salute. Oggi ci troviamo di fronte a una soggettività molto consapevole, che ricerca autonomamente sul web le informazioni in materia di salute, che pratica la prevenzione con abitudini salutari e che non rinuncia a consultare il medico o il farmacista, che restano i punti di riferimento per un’autogestione consapevole e informata della propria salute. Non bisogna però dimenticare i rischi, rappresentati dalla moltiplicazione di flussi informativi non certificati e dall’irruzione di fake news, falsi miti e bugie vere e proprie che minano l’empowerment delle persone.

Quali sfide attendono l’integratore alimentare e la sua reputazione sociale nel percorso che da semplice supplemento alla dieta lo colloca sempre più in un ruolo chiave di gestione della salute attuale e prospettica del cittadino?

La sfida principale è rappresentata dall’esigenza di sfatare le fake news, che sono ancora troppo diffuse e non permettono il pieno riconoscimento del valore sociale degli integratori alimentari, considerando i loro effetti benefici sulla salute. Pesano ancora immagini stereotipate, eredità del passato. L’altra sfida rilevante riguarda la commercializzazione di prodotti di alta qualità, sicuri, all’altezza delle aspettative dei cittadini, in linea con le capacità produttive del settore. Come detto, circolano ancora troppi luoghi comuni sugli integratori alimentari. Basti pensare che, come emerge dalla ricerca Federsalus-Censis, la maggioranza degli italiani ritiene che sia più efficace assumere un principio attivo con un cibo anziché con un integratore alimentare: esempio emblematico delle false credenze da sfatare, perché alimentano la confusione.

Quale ruolo gioca in questo contesto l’informazione, intesa come la possibilità per le persone di accedere a flussi crescente di informazioni su salute e sanità e di disporre degli strumenti culturali per consultarle e selezionarle?

L’informazione ha un ruolo decisivo per far fare agli integratori alimentari il salto reputazionale. Vanno quindi favorite tutte le possibilità di accesso dei consumatori all’informazione professionale, in modo da far crescere una piena consapevolezza. Per fare ciò, giocano un ruolo strategico i depositari del sapere esperto, i medici. Come emerge dal Rapporto, restano il principale riferimento per i cittadini che decidono di assumere integratori alimentari. Potenziare l’accesso all’informazione per aumentare la consapevolezza e l’empowerment dei cittadini e combattere al tempo stesso la disinformazione: ecco in sintesi la sfida. Una buona parte degli italiani si dimostra già pronta, perché attraverso i loro comportamenti dimostrano di sapere che gli integratori alimentari svolgono un ruolo prezioso per la buona salute.

 

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