mar 30 luglio 2019 | Categoria: Cosa c'è di nuovo

Integratori alimentari a base di curcuma ed epatite: il Ministero della Salute esclude una relazione di causa-effetto

Per quasi due mesi, gli integratori alimentari a base di curcuma sono stati i protagonisti di un acceso dibattito che ha visto Istituzioni e comunità scientifica interrogarsi sui possibili effetti nocivi per la salute di questi preparati a seguito delle segnalazioni, da parte dei centri regionali di farmacovigilanza e dell’Istituto Superiore di Sanità, di alcuni casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, probabilmente correlati al loro utilizzo.

Il primo caso di epatite era stato registrato nel mese di dicembre, ma a partire dal mese di maggio le segnalazioni si erano intensificate e, con esse, ampliata la lista dei prodotti coinvolti, fino ad arrivare a 21 casi registrati e 19 prodotti segnalati; situazione, questa, che aveva spinto le autorità sanitarie a chiedere il ritiro dal mercato, in via precauzionale, di decine di integratori a base di curcuma.

Con l’ultima nota di aggiornamento di venerdì 26 luglio, il Ministero della Salute sembra scrivere la parola fine sulle cause alla base dei casi di epatite. I risultati delle ricerche condotte da un gruppo di ricercatori interdisciplinare, infatti, escludono la presenza di contaminanti nei prodotti analizzati. Nella nota pubblicata si legge che “le cause sono verosimilmente da ricondurre a particolari condizioni di suscettibilità individuale, di alterazioni preesistenti, anche latenti, della funzione epato-biliare o anche alla concomitante assunzione di farmaci”.

Nella stessa nota il Ministero comunica la decisione di adottare una specifica avvertenza per l’etichettatura degli integratori contenenti estratti e preparati di Curcuma Longa, volta a sconsigliarne l’uso a soggetti con alterazioni della funzione epato-biliare o con calcolosi delle vie biliari e si rimanda comunque al parere del medico, specie in caso di concomitante assunzione di farmaci.

Era stato lo stesso Ministero della Salute, in una nota del 10 maggio, ad invitare i consumatori a sospendere temporaneamente e a scopo precauzionale il consumo di integratori a base di estratti di curcuma in attesa delle dovute verifiche arrivate appunto a fine luglio.

FederSalus, il 28 maggio, ha inviato una nota allo stesso Ministero richiamando il principio di proporzionalità nelle disposizioni delle misure di sicurezza coerentemente alle evidenze disponibili e segnalare i limiti rilevati nel sistema “VigilErbe”, offrendo il proprio contributo al miglioramento di questo sistema e alla soluzione delle criticità emerse con l’obiettivo di tutelare i consumatori e le aziende del settore.

Contestualmente l’Associazione aveva diramato un comunicato stampa per invitare i consumatori a valutare con il proprio medico l’assunzione di prodotti con curcuma e per ribadire la propria disponibilità a collaborare con le Istituzioni al fine di individuare le procedure utili a definire un sistema di vigilanza efficace.

A distanza di una settimana esatta dall’invio della nota, il 4 giugno si è tenuto un incontro tra FederSalus e alcuni rappresentanti del Ministero, a cui è seguita una seconda nota, il 10 giugno, in cui l’Associazione ha condiviso con gli uffici di competenza dati di sicurezza ed evidenze analitiche sugli integratori con Curcuma longa L. resi disponibili dalle aziende associate coinvolte nei casi di epatite. L’Associazione ha espresso alle Autorità la necessità di revocare la segnalazione di operatori e di prodotti che, alla luce dei dati analitici, non risultano rischiosi per il consumatore, e di riorganizzare il sistema di monitoraggio e sorveglianza secondo procedure e metodi più funzionali alla individuazione, caratterizzazione e gestione del rischio alimentare attribuibile agli integratori alimentari.

La comunità scientifica intanto, nelle scorse settimane, ha diramato alcune comunicazioni per chiarire benefici e rischi legati al consumo di curcuma e per attenzionare sui possibili rischi legati ad iniziative eccessivamente cautelative da parte delle Istituzioni. In particolare alcuni tra i maggiori esperti di fitoterapia in Italia, tra cui il Prof. Fabio Firenzuoli, Responsabile del Centro di ricerca e Innovazione in Fitoterapia (CERFIT), hanno inviato una lettera all’Internal and emergency medicine, rivista della Società italiana di medicina interna (SIMI), con alcune raccomandazioni a commento della situazione, illustrando le applicazioni d’uso della curcuma, il suo profilo di efficacia e sicurezza, le specifiche condizioni e le possibili cause alla base dei casi di epatite colestatica e infine le possibili ripercussioni negative che l’eccessivo allarmismo e politiche precauzionali fortemente limitanti potrebbero avere sulla pratica clinica della fitoterapia.

Un approfondimento sul tema è rappresentato dal Rapporto del Prof. Ludovico Abenavoli, Professore Associato di Gastroenterologia dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, circa la tollerabilità e sicurezza per l’uomo della curcuma e della curcumina, redatto sulla base della letteratura scientifica internazionale e delle Linee guida sull’epatite da farmaci.

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