gio 26 marzo 2020 | Categoria: Persone

Integratori alimentari: le opportunità e le prospettive del mercato russo. Intervista a Francesco Pensabene, Direttore ICE/Sezione Sviluppo Scambi dell’Ambasciata d’Italia a Mosca

Si è tenuto lo scorso 20 febbraio presso l’Ambasciata d’Italia a Mosca, il Workshop della Nutraceutica Made in Italy, promosso da ICE Agenzia – Agenzia in collaborazione con FederSalus durante il quale è stato presentato il rapporto “Il mercato russo degli integratori alimentari”.

Dal rapporto è emerso nell’ultimo decennio uno sviluppo dinamico del mercato degli integratori in Russia, con un incremento nel 2019 di circa il 19% in termini di volumi di vendita, pari a oltre i 50 miliardi di rubli. Il consumo di integratori, che rappresentano la categoria di prodotti più venduta nel canale farmacia dopo i farmaci, interessa circa il 48% dei cittadini russi ed è in crescita[1]. Le tipologie più vendute riguardano gli integratori d’azione generale, seguiti da quelli per il sistema digerente e riproduttivo. Vi è inoltre un interesse crescente da parte dei consumatori russi per i prodotti naturali italiani: nelle farmacie russe sono presenti circa 31 marchi di 20 produttori italiani.

Francesco Pensabene, Direttore ICE/Sezione Sviluppo Scambi dell’Ambasciata d’Italia a Mosca, illustrerà le principali tendenze e opportunità del mercato russo degli integratori alimentari, con una riflessione sul possibile impatto che l’emergenza COVID-19 potrà avere o sta già avendo oggi in termini di internazionalizzazione e relazioni del settore con il mercato russo.

Il mercato russo degli integratori è in continua crescita. Quali sono i fattori che influenzano maggiormente l’andamento dei consumi e delle vendite?

La situazione generale – sia economica che sociale – del Paese, ha influenzato ed influenza l’andamento del mercato degli integratori alimentari, in ragione della notevole sensibilita’ dello stesso alla volatilità del reddito disponibile dei consumatori. Anche se il consumo di integratori alimentari in Russia è in crescita, esso è tuttavia molto inferiore in rapporto al consumo di integratori alimentari pro capite in Europa, Giappone e Nord America. Gli integratori alimentari sono oggi percepiti dalla popolazione in maniera più positiva che in passato. Inoltre, la crescita del mercato degli integratori alimentari è facilitata da una regolamentazione meno restrittiva rispetto a quella vigente per i farmaci, per i quali esiste un gran numero di restrizioni normative che non si applicano agli integratori alimentari: per esempio, per i farmaci sono obbligatori studi preclinici e clinici mentre per gli integratori sono obbligatori solo studi igienici e tossicologici.

Quali sono le categorie più vendute? Quali fattori influenzano le scelte dei consumatori russi?

Tradizionalmente, i prodotti più popolari sono gli «integratori alimentari che agiscono sul corpo nel suo complesso» (la cui quota è pari al 30,1% del totale delle vendite). Al secondo si colloca il gruppo degli «integratori alimentari che agiscono sul sistema digestivo» (quota del 21,4%). Al terzo posto si trova il gruppo degli «integratori alimentari che influenzano il sistema riproduttivo», (quota dell’11,4%). La fiducia verso questi prodotti aumenta anche grazie al fatto che molti grandi attori del mercato farmaceutico, in parallelo con il proprio assortimento di farmaci e medicinali, hanno iniziato a produrre integratori alimentari o ad effettuare nuove registrazioni di quelli presenti nei loro campionari. Cresce quindi la consapevolezza della popolazione sulle proprietà e l’azione di tali prodotti. Secondo i rilevamenti dell’Istituto demoscopico «Anketolog» e sulla base dei dati pubblicati dall’Istituto di Ricerca sulla Nutrizione nell’autunno 2019, circa il 48% dei cittadini russi fa uso regolare di vitamine e di altri integratori alimentari.

Quali sono le principali tendenze in termini commerciali e di canali di vendita per il mercato degli integratori?

Nel corso dell’ultimo decennio si è assistito a uno sviluppo dinamico del mercato russo degli integratori alimentari, in particolare nel settore delle vendite al dettaglio, in cui gli stessi sembrano essere sempre di più in competizione con i preparati farmaceutici. Secondo i dati analitici divulgati dalle agenzie DSM Group e AlphaRM, gli integratori alimentari occupano il secondo posto, dopo i farmaci, nella struttura delle vendite realizzate dalle farmacie, nelle quali sono vendute più di 2.718 denominazioni commerciali di integratori alimentari, forniti da oltre 968 produttori. Solo nell’ultimo anno sono comparse sul mercato 311 nuove denominazioni. La vendita nelle farmacie – attraverso cui transita in cui transita oltre l’80% delle vendite al dettaglio – rappresenta il principale canale di distribuzione degli integratori alimentari in Russia. Secondo la SRO – Associazione dei produttori di integratori alimentari, nel biennio 2017/18 il mercato russo si e’ caratterizzato per una significativa crescita degli integratori alimentari più costosi, nonostante la situazione economica non del tutto favorevole del Paese. Questo aspetto è confermato anche dai dati raccolti dagli analisti del DSM Group, secondo cui la categoria degli integratori alimentari con prezzo superiore ai 7 euro è stato l’unico ad aver mostrato un incremento dei volumi di vendita: il cambiamento di scenario è dovuto al fatto che ha iniziato ad affacciarsi su tale mercato una fascia di nuovi consumatori composta dalla parte di popolazione più giovane e con più alta capacità di spesa.

Rispetto ai marchi esteri di integratori alimentari, qual è l’approccio del mercato russo? Quali le prospettive per i produttori italiani?

A differenza del mercato dei farmaci, il mercato degli integratori alimentari è dominato dai produttori locali, che detengono una quota di mercato pari al 56,2% in termini di valore; quota che sale addirittura all’81,4% in termini di volume (ovvero numero di confezioni vendute). Il costo medio di una confezione di preparati di origine domestica nel 2018 era di circa 115 rubli (1,7 euro) costo che è di circa 3,2 volte inferiore a quello di una confezione di prodotto importato. Nello stesso periodo il costo per confezione di prodotti di provenienza estera era infatti, in media, pari a 392 rubli (5,7 euro). I principali Paesi fornitori di integratori alimentari della Federazione Russa sono, nell’ordine, la Germania (con una quota di mercato pari al 31,6%), gli Stati Uniti (20,2%) e il Canada (12%). La concentrazione sul mercato è piuttosto elevata: le prime 20 aziende coprono infatti i 2/3 del valore (66,1%). Diversi produttori italiani sono già presenti sul mercato russo, in particolare nel segmento degli integratori per la nutrizione sportiva che registra richieste crescenti da parte dei consumatori locali nonostante il fatto che, attualmente, non siano distribuiti nell’intero mercato della Federazione. I consumatori russi, infatti, si trovano spesso costretti a dover acquistare all’estero gli integratori appartenenti a tale sottocategoria. I marchi italiani, in ogni caso, sono molto spesso associati al valore della sostenibilità e della salubrità e risultano essere molto popolari in Russia, i cui consumatori confermano un crescente interesse per tutto ciò che e’ Made in Italy.

L’emergenza COVID-19 è scoppiata proprio a ridosso del Workshop di Mosca. Quali scenari si prospettano per il settore degli integratori alimentari in termini di export e di relazioni con il mercato russo? 

E’ difficile adesso immaginare uno scenario per tutti i Paesi interessati dalla diffusione del virus, ivi compresa la Federazione Russa: al momento il numero dei contagi registrati in questo grande Paese sembra essere abbastanza contenuto, soprattutto se paragonato ai contagi che si registrano in altri Paesi del mondo. Certamente anche in Russia cambieranno, in maniera più o meno marcata, sia le abitudini di consumo, che quelle di approvvigionamento: immaginiamo ad esempio che crescerà progressivamente la quota di beni di consumo acquistata on line, così come crescerà  la tendenza ad utilizzare alimenti e prodotti che aiutano le persone ad accrescere le proprie difese immunitarie e, più in generale, a rimanere in buona salute.

 

 

[1] Il mercato russo degli integratori alimentari, ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane

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