mer 10 luglio 2019 | Categoria: Cosa c'è di nuovo

Integratori alimentari: le ragioni del successo del settore

I dati economici nazionali raccontano la storia di una produzione industriale stabile, se non in flessione, e di una stasi dei consumi: secondo l’Istat ad aprile 2019 la produzione industriale ha registrato la seconda flessione congiunturale, con un calo dello 0,7% rispetto al mese precedente, mentre nel periodo 2008-2018 i consumi hanno subito una variazione negativa pari a -0,8%.

Un contesto di economia piatta che stride se rapportato al comparto degli integratori alimentari che, al contrario, registra da tempo valori di mercato outlier (+126% i consumi nel settore nel periodo 2008-2018 passando da 1,3 miliardi di euro a 3,3 miliardi, +43,9% la crescita degli occupati nel 2014-2017, +48,5% la crescita delle esportazioni nel 2014-2017) che trovano ragione in radici sociali e culturali profonde in grado di spiegare un’onda di crescita sul lungo periodo.

Se fino alla crisi il modello di consumo degli italiani era “compulsivo”, legato a prospettive di reddito crescente, dal 2008 il consumismo inizia a diventare un lontano ricordo e le famiglie assumono un atteggiamento più sobrio e rigoroso nella selezione delle voci di spesa, scegliendo di tagliare il superfluo, ma continuando a dimostrare apertura verso il consumo di prodotti e servizi che hanno un apprezzamento soggettivo rilevante.

A questo processo di lungo periodo si lega la crescente autoregolazione della salute cui, nel tempo, gli italiani hanno dato un’importanza sempre maggiore cercando autonomamente informazioni, ma non estromettendo mai il medico dai propri percorsi di salute, consapevoli della possibilità di poter gestire in modo diverso e responsabilmente la propria salute anche nella quotidianità.

Gli integratori alimentari diventano così un elemento stabile delle strategie individuali delle persone per il mantenimento della propria salute (nel 2018 sono 26 milioni le prescrizioni mediche di integratori alimentari, erano 20,3 milioni nel 2016), acquisendo un vero e proprio valore sociale.

Ed è per questo che oggi 32 milioni di italiani consumano integratori alimentari, 18 milioni abitualmente. Gli utilizzatori sono prevalentemente persone in età attiva (il 62,8% ha 35-64enni), donne (il 60,5%) e in buono stato di salute (58,1%).

Il 57,3% degli italiani ha ricevuto il consiglio di utilizzare integratori alimentari e su 10 persone consigliate all’utilizzo degli integratori alimentari, 8 seguono il suggerimento di medico o farmacista. Dopo l’utilizzo il 74% ne valuta positivamente le conseguenze sul proprio organismo, in linea con gli obiettivi attesi; solo l’1,7% lamenta esiti non positivi.

I dati della ricerca sottolineano il riconoscimento, da parte della popolazione, dell’importante contributo degli integratori alimentari in termini di prevenzione e di mantenimento della salute: il 58,1% degli utilizzatori infatti gode di un buono se non ottimo stato di salute.

La ricerca ha infine rilevato come alcune generalizzazioni, misleading e la diffusione di fake news abbiano nel tempo colpito il settore, rischiando di generare una certa confusione sull’identità e ruolo degli integratori nel consumatore attento, fuorviando o comunque non permettendo pienamente di trasmetterne il valore sociale e la funzionalità per il mantenimento del benessere.

Per rispondere efficacemente a queste criticità occorre puntare sulla qualità e sicurezza dei prodotti e su una comunicazione autorevole e certificata, che possa orientare correttamente il consumatore nelle sue scelte.

 

Il rapporto Censis completo è disponibile qui.

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