lun 24 ottobre 2016 | Categoria: Persone

Integratori alimentari nell’Unione Europea Intervista a Vittorio Silano, CEF Panel EFSA

 
E’ noto come l’attenzione sempre maggiore al proprio benessere ha favorito negli ultimi anni la diffusione degli integratori alimentari che ormai giocano un ruolo di spicco nel settore della salute sia negli Stati Membri dell’Unione Europea (UE) che in numerosi Stati  extra UE. Di fronte a questo scenario, il tema della normativa sugli integratori alimentari continua ad essere di grande attualità e cruciale, alla luce di una cornice legislativa europea ancora non completamente armonizzata anche all’interno dell’Unione Europea.
 
Per far chiarezza sull’intero complesso delle norme comunitarie che regolano il comparto degli integratori alimentari, evidenziandone gli aspetti specifici armonizzati a livello comunitario e mettendoli a confronto con quelli non armonizzati  che restano nella competenza degli Stati Membri dell’UE, è  ora disponibile il libro “Integratori Alimentari nell’Unione Europea. Normativa comunitaria e normative nazionali, aspetti scientifici della valutazione della sicurezza e dell’efficacia e struttura dei mercati nell’UE”. Ne parliamo con Vittorio Silano, Professore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, past Chairman del Comitato Scientifico EFSA e attuale  Presidente del Panel EFSA CEF sui “Materiali a contatto con gli alimenti, enzimi, aromatizzanti e coadiuvanti tecnologici”, autore del volume realizzato in partnership con FederSalus.
 
Professor Silano, a distanza di 14 anni dall’adozione della normativa quadro sugli integratori alimentari (Direttiva 2002/46) e di 10 anni dall’adozione della normativa sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute (Regolamento  1924/2006), sono ancora tanti i temi controversi e in discussione da parte della Commissione Europea che necessitano risposte. Quali gli argomenti e le criticità dell’attuale normativa su cui il libro vuole fare chiarezza?
In primo luogo, la  presenza di una frammentaria armonizzazione della normativa comunitaria applicabile a diverse tipologie di integratori alimentari, ma non a tutti. Ad esempio per gli integratori a base di vitamine e minerali, la normativa comunitaria individua con apposite liste esaustive quali vitamine e minerali e quali forme chimiche biodisponibili e sicure per i consumatori possono essere utilizzati nella produzione di integratori alimentari, mentre così non è per gli integratori di amminoacidi, acidi grassi insaturi, preparazioni botaniche, enzimi, pre- e pro-biotici ed altre sostanze biologicamente attive. Per quanto riguarda le sostanze diverse da vitamine e minerali sussistono notevoli differenze fra i diversi Stati Membri dell’Unione, spesso senza che siano chiari i motivi di tali differenze. Inoltre, l’esperienza ci insegna anche che la procedura di mutuo riconoscimento, che dovrebbe in linea teorica,  consentire la libera circolazione nell’intera Unione Europea dei prodotti alimentari legittimamente commercializzati in uno Stato Membro, non sempre fornisce buoni risultati quando applicata agli integratori alimentari.
 
Per quanto riguarda il processo di armonizzazione sui livelli massimi di vitamine e minerali ammessi negli integratori alimentari, a che punto siamo?
Anche nel caso degli integratori alimentari contenenti vitamine e minerali, pur essendo l’adozione dei livelli massimi espressamente prevista dalla normativa comunitaria, essa non è ancora avvenuta  a causa della complessità delle informazioni necessarie per tale definizione. I  livelli massimi permissibili  negli integratori alimentari,  spesso marcano in alcuni Stati  Membri la differenza  con i prodotti medicinali  a base delle stesse vitamine e minerali. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare sta lavorando da anni per definire per ogni vitamina e minerale  le conoscenze necessarie per l’armonizzazione di questi  livelli massimi.
 
Cosa comporta la sovrapposizione nel mercato in diversi Stati membri fra integratori botanici e medicinali tradizionali di origine e in che modo chiarisce questi aspetti nel testo?
Gli integratori botanici rappresentano fra tutti gli integratori alimentari il caso di maggiore frammentazione del mercato europeo a causa delle divergenti valutazioni di sicurezza ed anche della maggiore complessità dell’applicazione delle normative comunitarie in materia di indicazioni nutrizionali e sulla salute. Contribuisce, inoltre, alla frammentazione del mercato anche la possibilità di applicare a questi prodotti, cambiando le modalità di presentazione, invece della normativa alimentare quella sui medicinali tradizionali di origine vegetale. Basti pensare che il mercato dei prodotti botanici commercializzati in Italia come integratori rappresenta la quasi totalità del mercato, mentre in Stati come la Germania e la Francia solo circa un terzo del mercato dei prodotti botanici è rappresentato da integratori alimentari. Il libro affronta con chiarezza questi aspetti proponendo anche possibili soluzioni di compromesso per una maggiore armonizzazione.
 
FederSalus continua a sostenere la congruità della tradizione d’uso per valutare le indicazioni sulla salute riferite ai botanicals. Cosa pensa a riguardo?
E’ noto che  la valutazione della sicurezza delle preparazioni botaniche  è in genere basata, più che su sperimentazioni scientifiche, sulla storia di uso sicuro. Tuttavia, la storia di uso sicuro  di una particolare preparazione botanica è caratterizzata da notevoli limitazioni  sia per la difficoltà di  escludere effetti a lungo termine che per le incertezze spesso sussistenti nel merito della costanza nel tempo della composizione chimica delle preparazione botaniche che sappiamo dipendere, fra l’altro,  dalle modalità di coltivazione e raccolta, conservazione e trattamento. Sappiamo bene, infatti, della ampia naturale diffusione di sostanze potenzialmente pericolose in una varietà di specie botaniche, essenzialmente per finalità di difesa della pianta dai parassiti. Tuttavia, l’EFSA, nel quadro dell’applicazione della normativa sui nuovi alimenti (Reg.(UE) 2283/2015) ha recentemente messo a punto una particolare metodologia che consente di utilizzare la storia di uso sicuro, realizzando una base di dati che consente di individuare agevolmente la presenza di sostanze potenzialmente tossiche da controllare nelle specie botaniche in uso.
 
Quali le prospettive per il futuro del comparto in Italia?
I dati disponibili indicano che il trend del mercato degli integratori alimentari  è molto positivo  in Italia e che ulteriori sviluppi sono prevedibili anche per effetto di alcune specifiche normative in corso di adozione.
 
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