lun 13 giugno 2016 | Categoria: Persone

Intervista a Annarosa Racca, Presidente Federfarma

Quasi 2,6 miliardi di euro il valore del settore nel 2015 in Italia e circa 185 milioni di confezioni vendute1, otto italiani su dieci utilizzano integratori2 con una spesa pro capite annua che si può stimare in circa 57 euro: questo il risultato di nuovi bisogni di salute degli italiani che suggerisce a tutti gli attori del mondo della salute di ricercare un dialogo nel settore della nutraceutica per immaginare insieme il futuro, a partire dall’ottimizzazione del presente.
Una prima occasione di confronto è stata la tavola rotonda alla 2° edizione del NutraDay che ha visto riuniti Federsalus, che ha patrocinato l’evento, ed i rappresentanti dei farmacisti e dei medici per analizzare il presente e discutere sul futuro del settore.
 
Oggi, grazie al contributo di Annarosa Racca, Presidente di Federfarma, tra i protagonisti della prossima Convention FederSalus, approfondiamo il punto di vista della farmacia.
 
Presidente, gli integratori alimentari rappresentano il secondo comparto del canale dopo il farmaco da prescrizione e registrano da anni tassi di crescita nettamente superiori alle altre categorie. In un contesto che vede le farmacie impegnate a rafforzare il proprio ruolo sul fronte del benessere e della prevenzione, quale ruolo assume oggi l’integratore alimentare per il farmacista e quale posto occuperà in futuro?
 
Il settore degli integratori è un comparto in salute: i dati indicano una costante crescita del mercato e confermano che  la farmacia è il canale di acquisto privilegiato per questi prodotti perché, evidentemente, anche per gli integratori, i cittadini si fidano del consiglio fornito dalla farmacia.  In questi anni stiamo assistendo ad una radicale trasformazione della professione parallela al cambiamento del concetto di salute, non più solo assenza di malattia, bensì benessere, prevenzione, bellezza. Il farmacista  non ricopre più la figura di semplice dispensatore di farmaci ma si sta trasformando in uno specialista della salute sempre più al fianco, sia del medico di base, durante il processo di cura, sia del cittadino, per il quale costituisce un punto di ascolto fondamentale e l’uso degli integratori è spesso un argomento da approfondire e sempre più lo sarà in futuro. Laddove non sia possibile introdurre con la sola dieta il corretto apporto di vitamine e minerali, nutrienti definiti essenziali perché il nostro organismo non è in grado di produrli, un’integrazione nutrizionale può essere considerata un supporto adeguato per evitare carenze. Gli integratori possono rappresentare un valido aiuto soprattutto nel cambio di stagione o in particolari momenti della vita, garantendo  un sostegno in termini di resistenza alla fatica e di rafforzamento del sistema immunitario.
 
I dati del settore ci restituiscono la fotografia di un consumatore sempre più proattivo nel trovare risposte ai suoi bisogni di salute e benessere ed orientato ad una crescente autodeterminazione e partecipazione attiva alle scelte terapeutiche. Un cambiamento culturale che ha modificato il profilo dell’utente e che purtroppo si scontra con resistenze e pre-concetti. Quali misure ritiene debbano essere implementate per migliorare l’offerta di salute?
 
La cosa importante, anche nel caso degli integratori come su tutti i temi attinenti la salute, è saper dare ai cittadini risposte chiare e scientificamente corrette. Divulgare è  da sempre un compito della farmacia che  oggi è impegnata anche nello sfatare i molti falsi miti, pericolosi per la salute, che viaggiano incontrollati su internet. D’altronde il ruolo della farmacia nella prevenzione e nella educazione sanitaria è riconosciuto da tutte le istituzioni che si occupano di sanità le quali, negli ultimi anni hanno attribuito   alla farmacia responsabilità crescenti a tutela della salute collettiva.
 
Il farmacista è sempre più chiamato a possedere o acquisire specifiche competenze sugli integratori alimentari per consolidare la relazione di fiducia con il consumatore. Quali strategie le aziende possono mettere in atto per supportare il farmacista nel rispondere al meglio alle esigenze di salute dei cittadini?
 
Le aziende devono sempre più investire nella farmacia  per far conoscere bene i prodotti e le loro caratteristiche funzionali, offrendo ai farmacisti documentazione e occasioni  di aggiornamento, con incontri di persona con i colleghi o anche sfruttando le nuove tecnologie informatiche che permettono formazione a distanza. Questo contribuirà a migliorare il rapporto di titolari e collaboratori con le aziende produttrici, aumentando le indicazioni che la farmacia può dare sul corretto uso del prodotto, comprese quelle relative alle interazioni tra integratori e farmaci
 
In un ipotetico tavolo di lavoro che riunisca istituzioni, farmacia, industria e mondo medico, quale a Suo avviso dovrebbe essere la road map da tracciare?
 
Quotidiano è il confronto con le aziende  in cui si cerca  di  analizzare insieme la situazione attuale e le prospettive future, anche confrontando le realtà di altri paesi europei, per trovare meccanismi sinergici che permettano lo sviluppo del settore, nell’interesse dei cittadini.  Da parte sua Federfarma continuerà a promuovere – insieme a tutti gli altri attori coinvolti, a cominciare dalle aziende produttrici – tutte le iniziative utili a fornire alle farmacie gli strumenti di lavoro adeguati a gestire con competenza un settore in forte sviluppo, in cui la farmacia crede molto.
 


1Fonte dati: New Line Ricerche di Mercato e IRI  MAR DIC 2015

2Fonte dati: GfK  

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