mer 13 luglio 2016 | Categoria: Persone

Intervista a Fulvio Liberatore, Presidente Easyfrontier


Lo scorso 1° maggio è entrato in vigore il nuovo Codice Doganale dell’Unione Europea, che sostituisce integralmente il previgente Codice comunitario e le relative disposizioni di attuazione. Tanti cambiamenti di grande impatto per imprese e professionisti del settore, con implicazioni e conseguenze che devono essere attentamente studiate, anche alla luce della rivoluzione che la Brexit determinerà per le aziende che operano all’estero.
Ne parliamo con Fulvio Liberatore, Presidente di Easyfrontier, con cui FederSalus ha organizzato lo scorso 7 luglio il workshop “La gestione strategica degli aspetti doganali per essere competitivi nell’export degli integratori alimentari. Cosa cambia con il nuovo codice dell’Unione?”.


Dr. Liberatore, il nuovo sistema doganale comunitario cambia completamente il precedente apparato normativo rendendolo più snello, rapido e agevole, quali sono le principali novità per le aziende di integratori alimentari che operano con l’estero? Le novità, in effetti, toccano tutte le aziende che operano con l’estero e sono veramente moltissime, anche se gli effetti della nuova normativa non saranno, nella maggior parte dei casi, immediati e traumatici. In particolare, abbiamo (e cito in ordine sparso): il potenziamento della figura AEO, l’operatore economico autorizzato, divenuto una vera e propria autorizzazione che apre le porte a moltissime semplificazioni anche molto innovative, la semplificazione e la razionalizzazione delle dichiarazioni di origine preferenziale che vengono rilasciate dai fornitori, la nascita di semplificazioni procedurali (come il self assessment e l’iscrizione nelle scritture del dichiarante che, con lo sdoganamento centralizzato, consentiranno di interpretare gli adempimenti doganali come strumenti di supporto e di rassicurazione e non come difficili ostacoli da superare).


Per quanto riguarda le regole di classificazione doganale degli integratori, sono previsti dei cambiamenti? Non vi sono, ad oggi, novità al riguardo: attendiamo tutti la nuova edizione del Sistema Armonizzato, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2017 e che di novità ne porterà senz’altro. Però, di nuovo, in tema di classificazione, c’è la regolamentazione delle richieste di Informazioni Tariffarie Vincolanti, uno strumento purtroppo molto sottoutilizzato dalle aziende italiane e che potrebbe aiutare a risolvere numerosissimi problemi.


Per l’industria italiana degli integratori alimentari, l’export rappresenta un driver di crescita importante finalizzato a esportare l’eccellenza raggiunta negli anni. Quali nuove opportunità si aprono per le aziende di integratori alimentari? Riteniamo che le aziende che si affacciano al mercato mondiale abbiano, oggi, a disposizione degli strumenti straordinari per sostenere la propria attività: le semplificazioni doganali (come la cosiddetta “procedura ordinaria presso luogo”, l’iscrizione nelle scritture del dichiarante e, soprattutto, lo status di esportatore autorizzato – ossia della possibilità di eliminare i certificati EUR 1 con tutti i loro costi e i rischi che si portano dietro, facilitando la vita anche ai propri clienti) e la possibilità di accedere a numerose opportunità formative, per conoscere e quindi utilizzare anche i numerosi strumenti che tutte le dogane del mondo mettono a disposizione degli operatori: le dogane non sono più un universo chiuso ed ostile ma un network funzionale all’agevolazione degli scambi legittimi che, nel contempo, riesce a colpire sempre più efficacemente contraffattori, contrabbandieri e operatori in genere disonesti.


La rivoluzione del Nuovo Codice punta di certo al digitale, un grande traguardo. Concorda? Certo! Il Codice Doganale dell’Unione è nato proprio per questa ragione! Per traghettare la dogana verso un sistema totalmente privo di carta e che otterrà anche altri formidabili effetti collaterali: come, ad esempio, statistiche molto più accurate e in tempo reale sugli scambi internazionali, riconoscimento dell’identità (positiva e negativa) di un operatore a livello prima dell’Unione europea e poi dell’intero mondo, aumentando sicurezza e velocità degli scambi.


Tutte le agevolazioni e semplificazioni per le imprese saranno condizionate dall’aver ottenuto la certificazione AEO (operatore economico autorizzato). Ovvero, tutte le imprese che acquistano o vendono, da o verso l’estero, sono chiamate alla compliance doganale, ossia a ottenere una preventiva valutazione della propria affidabilità nella gestione delle attività doganali e nella propria solidità finanziaria. Ci spieghi meglio. Non si tratta in effetti di obblighi ma di “successi e miglioramenti condizionati”: ossia, per ottenere e sfruttare al meglio gli strumenti messi a disposizione dalla normativa e dalle autorità doganali a qualsiasi livello, si dovrà dimostrare, mediante il percorso di autorizzazione AEO, all’autorità doganale di essere in grado di operare con uno spirito di ricerca, curiosità e volontà di rispettare quelle stesse regole che tutti vogliamo vengano fatte osservare. In altri termini, proprio grazie all’AEO, le imprese potranno dimostrare di VOLER essere considerate su un piano diverso e quindi potranno ottenere vantaggi progressivi.

 
L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea avrà effetti limitati sull’economia reale italiana: è quanto comunicato dal Ministero dell’Economia al termine della riunione del Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria sulla Brexit. Quali sono secondo lei i principali rischi per le imprese? Al momento, n on vedo rischi evidenti, salvo che nei soliti scenari catastrofici ed improbabili: penso che sarà interesse di tutti trasformare il Brexit in una opportunità e non in un peso insostenibile. Ripongo la massima fiducia nel fatto che l’interesse a  non distruggere l’economia europea consentirà di scegliere le strade meno dolorose e più efficienti. Piuttosto, se l’operazione verrà condotta con sufficiente accortezza, potrebbe diventare un “pericoloso modello”, quello dell’uscita indolore, che poi altri Paesi potrebbero voler imitare…
 
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