ven 29 maggio 2020 | Categoria: Persone

Intervista a Livia Menichetti – Direttore Generale di EHPM – European Federation of Associations of Health Products Manufacturers

L’emergenza Covid-19 ha avuto in Europa un forte impatto in tutti i settori, tra cui quello degli integratori alimentari. Le misure di contenimento della diffusione del virus, come il lockdown, la chiusura dei confini, hanno portato le aziende del settore a gestire situazioni di elevata complessità per tutelare da un lato la sicurezza dei propri dipendenti e dall’altro per mantenere la continuità della produzione e quindi rispondere ai bisogni di salute delle persone. Livia Menichetti, Direttore Generale di  EHPM- European Federation of Associations of Health Products Manufacturers, realtà che riunisce in Europa le organizzazioni commerciali nazionali rappresentative del settore degli integratori alimentari in 14 Paesi europei, ha risposto ad alcune domande su come le aziende del settore e le Istituzioni Europee stanno gestendo questa situazione di grande emergenza. 

Quali sono le principali criticità a livello europeo per il settore degli integratori alimenti emerse a seguito dell’emergenza COVID-19?

Le principali criticità che le aziende del settore hanno dovuto affrontare nel pieno dell’ emergenza COVID-19 hanno duplice natura: da un lato, garantire la protezione dei propri lavoratori mettendo in atto  tutte le misure necessarie per la loro sicurezza, prima fra tutte, il distanziamento sociale sul luogo di lavoro che ha comportato l’adozione di turni di lavoro alternati in fabbrica con un impatto inevitabile sulla produttività. D’altra, la necessità di mantenere alta la produttività per soddisfare la domanda  dei consumatori che, peraltro, nella prima fase dell’emergenza, ha registrato un importante aumento soprattutto per quanto riguarda integratori per rafforzare il sistema immunitario. Inoltre la chiusura delle frontiere ha comportato significativa scarsità sia di materie prime che di materiali  di altro tipo (e.g. imballaggi)  e quindi problemi di approvvigionamento per le aziende. Pertanto, la maggior parte delle aziende del settore, in larga parte PMI, hanno dovuto implementare  piani di continuità aziendale per sopravvivere soprattutto nei paesi colpiti più drammaticamente dall’epidemia. Inoltre, mi preme sottolineare il fatto che una percentuale significativa delle aziende che rappresentiamo produce anche dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale, biocidi (antisettici) e medicinali utilizzati per combattere la pandemia, pertanto queste aziende sono  state  e sottoposte a pressioni estreme  nella fase più acuta  dell’emergenza sanitaria. Peraltro, alcuni membri di EHPM hanno subito nei propri Paesi la chiusura di parafarmacie ed erboristerie nell’ambito delle misure di lockdown ed hanno portato avanti con successo campagne per il riconoscimento del settore degli integratori come essenziale al pari del settore alimentare ed il mantenimento dell’interna filiera. Non ultimo, abbiamo assistito alla circolazione di informazioni non corrette e fuorvianti sul ruolo degli integratori alimentari e Covid-19. Per questo EHPM ha portato avanti una campagna di informazione corretta ed equilibrata per ribadire come affermato anche dalla FAO, che  nonostante nessun alimento o integratore alimentare può prevenire o tantomeno curare  l’infezione da COVID-19, mantenere una dieta sana è un fattore molto importante che contribuisce al supporto di un sistema immunitario forte.

A seguito di un confronto con altre associazioni del settore alimentare, EHPM ha inoltrato una richiesta alla Commissione Europea di sospensione delle consultazioni, coinvolgendo anche SMEunited (Associazione europea dell’artigianato, delle piccole e medie imprese). Cosa comporta la sospensione delle consultazioni relative alle misure contenute nell’articolo 8 del Regolamento 1925/2006 per le aziende del settore?

Lo scorso 23 marzo EHPM e SMEunited hanno inviato una lettera congiunta alla Commissione Europea  (CE) per chiedere la sospensione della consultazione pubblica sulla bozza di regolamento sui derivati dell’Idrossiantrace (HADs), pubblicata dalla CE in data 4 Marzo, e di altre consultazioni pubbliche che avessero comportato il coinvolgimento diretto delle aziende per la durata della fase emergenziale della pandemia di COVID-19 il cosiddetto “stop the clock”.  In tale lettera si evidenziava il fatto che la pandemia e le misure prese per il suo contenimento dai Paesi Membri erano causa di  notevoli difficoltà per le  aziende, anche del settore degli integratori alimentari che perlopiù sono PMI. Lo stop the clock avrebbe quindi permesso alle aziende di concentrare le già scarse risorse sulle priorità fondamentali in piena pandemia: garantire la sicurezza dei propri dipendenti e allo stesso tempo mantenere attiva la produzione in modo da soddisfare la domanda di prodotti per la salute e garantire la sopravvivenza dell’azienda. In risposta alla nostra richiesta rispetto alla consultazione in corso sugli HADs la CE ha accordato un’estensione di 4 settimane del termine per la presentazione dei contributi ma non ha fatto riferimento ad altre consultazioni. Come EHPM abbiamo quindi deciso di inviare un’ altra lettera alla CE per ribadire la nostra posizione e chiedere chiarimenti rispetto al  suo programma di lavoro in particolare rispetto alla procedura Art.8 attualmente in corso  anche per la Monacolina K da riso rosso fermentato. Nel corso della teleconferenza che abbiamo avuto con DG SANTE in risposta alla nostra lettera, la CE ha ribadito che per entrambi i dossier Art.8  HADs (più avanzato) e Monacolina K nessuna azione è prevista nel breve termine. Per gli HADs la CE sta infatti analizzando i 70 contributi ricevuti durante la consultazione pubblica per valutare se e come modificare la bozza di proposta normativa; per la Monacolina K sta finalizzando la consultazione interservizi ed il prossimo step sarà la pubblicazione della bozza di proposta e la consultazione pubblica, c.d “feedback mechanism”. La CE ha inoltre confermato l’imminente  pubblicazione della strategia Farm to Fork ed del Documento di lavoro sul REFIT del Regolamento Claim 1924/2006. 

 

Pubblicato lo staff working document sul REFIT – Regolamento Claims Botanicals da parte della Commissione Europea. Qual è l’opinione di EHPM rispetto al giudizio espresso dalla Commissione Europea? 

EHPM accoglie con favore la pubblicazione dello Staff Working Document della CE sul REFIT del regolamento Claim 1924/2006 ed il riconoscimento dei limiti e delle problematiche dovute alla mancanza di un quadro regolatorio chiaro e armonizzato. Infatti nonostante il valore positivo apportato dalle best practices come il progetto BELFRIT, l’attuale quadro normativo europeo non fornisce ai consumatori le informazioni che vorrebbero avere in merito ai  benefici per la salute degli alimenti che acquistano e utilizzano. Inoltre l’attuale quadro regolatorio ostacola fortemente l’innovazione e lo sviluppo nell’industria alimentare in generale e nel settore degli integratori in particolare. Questo è il motivo per cui EHPM ha  sviluppato una proposta concreta per adattare l’attuale processo di valutazione delle indicazioni sulla salute a un approccio graduale che risponda ai requisiti di rigore scientifico, sia pratico per l’industria e soprattutto soddisfi le esigenze  dei consumatori. Questo approccio riconosce l’importanza dell’attuale approccio scientifico alla valutazione dei Claims dimostrando al contempo come il controllo scientifico possa essere adattato per consentire affermazioni relative sia all’”uso tradizionale” sia agli sviluppi della scienza e dell’esperienza moderne. La tradizione d’uso è sicuramente un ottimo punto di partenza ma EHPM è convinta della necessita di andare oltre la tradizione per favorire innovazione e ricerca nel settore degli integratori alimentari. Inoltre lascia perplessi, il riconoscimento da parte della CE di utilizzare  l’Art.8 del Reg. 1925/2006 come strumento giuridico  per la definizione d  una lista di piante  il cui uso è proibito negli integratori alimentari (negativa). La procedura e le scadenze previste dall’Art.8 sono infatti insostenibili nel lungo termine per le aziende del nostro settore.

 

Quali iniziative l’EHMP porterà avanti nel medio-lungo termine per la tutela del settore e delle imprese operanti nel settore degli integratori alimentari? 

In primo luogo, mi preme ricordare la pubblicazione, lo scorso febbraio, del Manifesto EHPM per il settore degli integratori alimentari in Europa, nel corso dell’evento svolto in Parlamento Europeo con la collaborazione dell’On. Simona Bonafè (S&D/IT) e Pascal Arimont (EPP/BE). Il Manifesto contiene una descrizione dettagliata della  priorità di EHPM per la nuova legislatura europea. Tra queste c’è il riconoscimento del valore dell’integratore  alimentare nel mantenimento/miglioramento della salute dei cittadini europei e del ruolo importante nella riduzione dei fattori di rischio di alcune patologie, ruolo che può avere  un impatto positivo sulla sostenibilità dei sistemi sanitari nazionali. Priorità di EHPM è quella di  aggiornare le Linee Guida  EHPM sulla Qualità con un focus particolare su piante e sostanze vegetali. E’ fondamentale infatti  rassicurare  e dare prova alle Istituzioni europee e ai consumatori  del fatto che le aziende del nostro settore applicano  standard  di alta qualità nella produzione e nel controllo a garanzia della sicurezza dei prodotti commercializzati. Questo è fondamentale per rafforzare la credibilità del settore degli integratori alimentari. Inoltre  ci stiamo impegnando particolarmente  nella difesa degli ingredienti attualmente sottoposti  alla procedura dell’ Art. 8  Reg. 1925/2006 per la verifica della loro sicurezza. Abbiamo creato una  Task Force  dedicata alla  Monacolina K da Riso Rosso Fermentato nell’ambito della quale stiamo sviluppando un Manifesto sulla Nutrivigilanza. Tale Manifesto sarà costruito sulle migliori pratiche già in vigore nei Paesi Europei ed avrà l’obiettivo di stabilire il ‘golden standard’ per la qualità, sicurezza e vigilanza post marketing  per l’intero settore. L’obiettivo finale di questo lavoro è quello di sviluppare un metodo ed approccio  sistematico per  la raccolta di dati sulla sicurezza degli integratori alimentari in commercio che sia applicabile a tutti i prodotti contenenti le sostanze vegetali e che  potrebbero un giorno anch’esse essere oggetto di valutazione da parte di EFSA. Restando sul tema della valutazione di sicurezza delle sostanze vegetali da parte dell’EFSA, EHPM sta anche collaborando con accademici in più Paesi Europei per sviluppare delle linee guida per la  valutazione della sicurezza  che tengano conto della peculiarità delle sostanze vegetali e che sia maggiormente appropriato rispetto al modello attualmente applicato da EFSA. Infine, vorrei ricordare che EHPM sta adottando un approccio proattivo e propositivo  nel confronti delle Istituzioni Europee anche per quanto riguarda il REFIT del Reg. Claim. Infatti a breve presenteremo alla CE la proposta EHPM per un approccio graduato per la valutazione delle indicazioni sulla salute.

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