dom 20 marzo 2016 | Categoria: Persone

Intervista a Luca Pinto, Senior Manager KPMG – Life Sciences

La gestione della salute attraverso l’alimentazione è un tema di grande interesse a livello internazionale, dato anche l’impatto che l’approccio alla prevenzione può avere sui sistemi sanitari e la qualità della vita. Per rispondere alle esigenze di un consumatore orientato alla continua ricerca del benessere e alla prevenzione, le aziende del settore devono proporre prodotti sempre più funzionali ed innovativi. La maggiore attenzione all’alimentazione da un lato, e il trend demografico di una popolazione sempre più anziana dall’altro creano un momento favorevole per i prodotti funzionali a metà strada tra Food e Pharma. L’unione della medicina, del cibo e della ricerca, determineranno un’arena competitiva dove aziende del Food&Beverage e del Life Sciences si uniranno per competere. Un’opportunità di sviluppo alla portata di tutti?
Ne parliamo con Luca Pinto, Senior Manager Life Sciences di KPMG, Network globale di società di servizi professionali con cui FederSalus sta sviluppando il progetto “Sestante”. 

 
Il mercato dei nutraceutici sta crescendo. Di quali stime parliamo per i prossimi anni?
Le stime di crescita dell’integrazione alimentare e dei nutraceutici sono promettenti, sia per l’Italia, sia per l’estero. Quello che è sicuro è il segno positivo, a volte a doppia cifra, anche in mercati maturi come quelli occidentali che da anni vedono la contrazione dei principali settori, come i beni di largo consumo alimentari o il settore farmaceutico.Sicuramente fino al 2019 possiamo stimare una crescita media annua a prezzi costanti del 3% negli USA e di oltre il 4% in Italia, mentre in altre nazioni come la Cina si supererà il 5%. Un mercato, insomma, in crescita sana e stabile. 
 
Qual è il ruolo dell’innovazione per le prospettive di sviluppo futuro? E come sono cambiate le politiche di innovazione?
Il compito dell’innovazione nella nutraceutica sarà sempre più quello di aiutare la prevenzione delle patologie per evitare o ritardare le terapie cliniche. Centrale quindi sarà la capacità di promuovere stili di vita sani. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento della sedentarietà e del reddito disponibile a livello globale implica un nuovo orientamento dell’innovazione nutraceutica. Ieri era sufficiente la creazione di prodotti integrativi “buoni”, mentre oggi è necessario costruire politiche di innovazione che tengano conto:
· delle preoccupazioni dei consumatori per le principali patologie croniche, ad esempio la degenerazione cognitiva e la degenerazione visiva;
· dei tratti culturali e delle esigenze nutrizionali specifici di ogni regione del globo. Non va bene un prodotto per ogni parte del mondo;
· dei trend globali di digitalizzazione e di ricerca del naturale che il consumatore sta seguendo. 
 
Come nasce il progetto “Sestante” in partnership con FederSalus? 
Il progetto nasce sulla base di un confronto tra KPMG ed il CD di FederSalus sui trend e sulle minacce per il settore. Lo scopo del progetto “Sestante” è condividere all’interno di FederSalus i rischi dello scenario e definire le azioni per mitigarli. Inoltre vorremmo analizzare le opportunità di mercato per sviluppare approcci regolatori, commerciali e produttivi che aiutino le imprese associate a coglierle. Infine vorremmo con FederSalus individuare le linee guida, rigorose, ma non rigide, che rendano coerente la “vision” dell’Associazione per sostenere la sua crescita nel tempo. 
 
Quali vantaggi potranno trarre le aziende dal progetto “Sestante”?
Le Aziende associate potranno disporre attraverso il progetto “Sestante” di analisi, trend e benchmark di settore, oltre a modelli di valutazione e strumenti a supporto di scelte aziendali per temi come l’evoluzione della Farmacia o del contesto della Medicina Generale e Specialistica.Le aziende inoltre potranno disporre di una “Vision” evoluta e coerente di FederSalus: una strategia sempre più chiara per un settore in evoluzione così turbolento come la nutraceutica. 
 
Quali sono le difficoltà principali con cui si confrontano oggi le aziende e in che modo il progetto “Sestante” le aiuterà a superarle?
Sicuramente non è possibile sintetizzare in poche righe le difficoltà di un settore complesso come quello del nutraceutico, ma possiamo identificare alcune sfide rilevanti quali l’evoluzione del contesto regolatorio, la sinergia tra mondo della alimentazione e mondo farmaceutico e l’evoluzione dei canali di business.Se prendiamo, ad esempio, la riflessione su temi come la sinergia tra alimentazione e farmaceutica, sono sicuro che i modelli condivisi nel corso del progetto “Sestante” potranno dare indicazioni ai mondi della Ricerca e Sviluppo e della Produzione delle aziende associate a FederSalus.Il tema dei canali di business fornirà, invece, riferimenti nazionali e internazionali alle aziende per comprendere l’evoluzione della Farmacia e della sua capacità di consiglio attivo, del Clinico e del consumatore/paziente stesso, sempre più attivo e autonomo nelle scelte anche di salute. Le aziende potranno usare questi modelli per riflettere al meglio sul proprio modello commerciale o distributivo. 
 
Quanto dura e qual è l’impegno richiesto ai partecipanti al progetto “Sestante”?
Il progetto “Sestante” ha una durata di 4 mesi e coinvolgerà circa 10 aziende cui verrà chiesto di partecipare a workshop condotti e gestiti da KPMG in cui proporremo evidenze, “numeri” e casi di riferimento nazionali e internazionali, con un approccio quantitativo. KPMG formalizzerà poi le riflessioni condividendole con le aziende partecipanti. Stiamo ipotizzando 5 – 6 riunioni di mezza giornata, quindi una riunione al mese circa, per minimizzare lo sforzo delle aziende. 
 
Quando si avranno i primi risultati del progetto “Sestante”?
I primi risultati si avranno dopo i primi due mesi. Il primo obiettivo è delineare la “vision” di FederSalus, che sarà il primo risultato del progetto. Dopo aver delineato una strategia chiara seguiranno a distanza di altri due mesi altri risultati più focalizzati, come, ad esempio, le riflessioni sull’ambito regolatorio, sull’ambito produttivo e commerciale.
 
 
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