mar 7 luglio 2020 | Categoria: Cosa c'è di nuovo

La fiducia dei consumatori sostiene la crescita del mercato degli integratori

È quanto è emerso dalla V Indagine di settore realizzata da FederSalus, una fotografia dalla quale emerge un settore solido che investe in innovazione e genera occupazione.

Un nutrito parterre di ospiti ha animato l’appuntamento annuale di FederSalus dedicato agli associati, durante il quale sono stati presentati i risultati della V indagine di settore “La filiera italiana dell’integratore alimentare”, condotta dal Centro Studi FederSalus, in collaborazione con IQVIA, sulle aziende rappresentative del comparto.

Agli interventi già in programma del Centro Studi e Ricerche di Intesa San Paolo ed Elite Borsa Italiana, si sono affiancati quelli di alcuni esponenti delle istituzioni che hanno espresso il sostegno al lavoro dell’associazione, l’unica in grado di rappresentare la totalità del settore, dai produttori di materie prime, ai produttori in conto terzi fino alle aziende a marchio. L’On. Filippo Gallinella, Presidente della XIII Commissione (Agricoltura), impegnato sulle tematiche di sostenibilità dei processi produttivi, e sulla maggiore responsabilità verso la società civile e l’ambiente, è intervenuto sottolineando l’importanza del settore degli integratori alimentari per l’Italia, ricordando le attività in corso con il Ministero della Salute sul tema della certificazione in ottica export, avviata a seguito di numerosi incontri con l’Associazione, e ribadendo il proprio impegno e disponibilità nel portare avanti le istanze del settore. L’On. Andrea Mandelli, Presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI) e Presidente dell’Ordine Interprovinciale dei Farmacisti di Milano, Lodi, Monza e Brianza, è intervenuto sul futuro degli integratori alimentari e del canale farmacia nei prossimi anni, ricordando l’importanza del mercato degli integratori per la farmacia, la necessità e l’importanza del dialogo e della collaborazione tra le aziende del settore degli integratori e il canale farmacia in questo momento di particolare difficoltà per la farmacia e per il sistema paese. L’On. Mandelli ha confermato la disponibilità della FOFI nel proseguire la proficua collaborazione con il comparto e nel definire una strategia comune, di alleanza, tra le aziende del settore, con FederSalus, e la farmacia, con la sua realtà distributiva e i suoi professionisti, due realtà impegnate a far ripartire il paese. Il Dott. Massimo Casciello, Direttore generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, nel suo intervento ha ribadito la necessità di collaborare con i rappresentanti del settore degli integratori alimentari per mettere in atto una politica che punti a fornire maggiori facilitazioni e semplificazioni negli iter approvativi e di risposta (ad esempio sul tema delle certificazioni sull’export), intervenendo in modo proattivo sull’intero sistema e invitando FederSalus ad un tavolo tecnico, nel mese di luglio, per discutere delle tematiche più urgenti per il settore . L’On. Fabiola Bologna, membro della XII Commissione Affari Sociali, con un intervento sulla proposta di inserimento degli integratori alimentari nei LEA per le malattie rare, ha parlato del lavoro della Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera e del testo unico della legge per le malattie rare, nel quale, rispetto al piano assistenziale personalizzato e ai LEA, sono stati inseriti anche gli integratori alimentari, supportati da evidenze scientifiche di efficacia sulle malattie rare. Alcune malattie rare infatti non dispongono di una terapia specifica e la carenza di alcune sostante per motivi metabolici o genetici può trovare risposta nella supplementazione con gli integratori, che entrano così a far parte della cura del paziente. L’On. Nicola Provenza, membro della XII Commissione Affari Sociali, ha infine ricordato nel suo intervento la crescita del mercato degli integratori in termini di quantità e valore, la posizione preminente dell’Italia a livello europeo, richiamando l’attenzione sul miglioramento della qualità produttiva; rispetto al tema del ruolo degli integratori in prevenzione primaria, l’On Provenza ha ribadito la disponibilità ad un confronto ampio tra FederSalus e le Istituzioni con l’obiettivo di ridurre la prevalenza delle malattie croniche non trasmissibili, rendere il sistema sanitario sostenibile e avere una popolazione in salute agendo sulla prevenzione.

L’incontro è stato dunque l’occasione per fare un punto sul comparto industriale e per sottolineare il suo valore all’interno dell’economia nazionale, reso ancora più evidente dalle ricerche realizzate dal Centro Studi e Ricerche di Intesa San Paolo ed Elite Borsa Italiana.

Un comparto giovane, altamente dinamico e particolarmente performante grazie ad un ottimo posizionamento competitivo e strategico delle aziende.

Secondo i dati presentati da Giovanni Foresti (Centro Studi e Ricerche di Intesa San Paolo), l’Italia registra una quota di mercato del 3,2% all’interno di un mercato globale in grande crescita, con un export che la posiziona al 7° posto nel 2018 nella graduatoria dei Paesi a maggiore tasso di esportazioni di integratori alimentari.

Siamo di fronte ad un comparto solido rispetto ad altri settori (manifatturiero, beni di consumo e commercio all’ingrosso), con un elevato grado di patrimonializzazione (pari al 39,7% nel 2018), costituito da aziende giovani (con più del 50% delle imprese del settore nato dopo il 2000 vs il 36% del settore manifatturiero), dinamico e con buoni indicatori economico-reddituali.

L’analisi dei bilanci di 144 imprese attive nel settore ha inoltre evidenziato una elevata marginalità (EBIT margin 2018 pari a 13,7) che si è rafforzata nel tempo avvicinandosi ai livelli di marginalità delle aziende farmaceutiche (EBIT margin 2018 pari a 14,5), con indicatori di redditività molto positivi per gli addetti del settore rispetto alla media nazionale.

Alla base di questo successo vi sono importanti investimenti in ricerca e sviluppo e nella fase commerciale (con un 4% di immobilizzazioni immateriali per il settore degli integratori nel biennio 2016-2018, significativamente superiore agli altri settori), strategie vincenti (come dimostrano i risultati più performanti delle aziende con certificazioni ambientali e biologiche, che hanno investito maggiormente in sostenibilità e le imprese con brevetto in termini di marginalità e fatturato), l’età delle imprese, una filiera di fornitura forte e particolarmente integrata e ben radicata sul territorio.

Un settore in salute che attira investimenti finanziari, per le potenzialità di crescita, la marginalità e l’opportunità di ritorni di investimento.

Le dimensioni delle aziende del settore e la governance, in particolare, sono gli aspetti su cui intervenire per consentire un rafforzamento e una maggiore apertura ai capitali di eventuali investitori, secondo Mauro Iacobuzio di Elite Borsa Italiana che ha realizzato un’analisi condotta su un campione selezionato di 153 aziende specializzate nella produzione e commercializzazione di integratori alimentari.

La ricerca ha permesso di evidenziare un’ottima solidità patrimoniale ed un aumento degli investimenti legato all’incremento degli stanziamenti per ammortamenti e deprezzamenti, che ha portato ad una crescita del fatturato e della marginalità.

Una leadership in Europa che non ha visto contrazioni nel periodo di emergenza COVID-19.

Il mercato degli integratori alimentari italiano si conferma il primo in Europa (27%), un risultato generato dalla capacità delle aziende italiane di sviluppare un prodotto innovativo e riconosciuto, come sottolineato dal Presidente Federsalus, Andrea Zanardi.

L’integratore alimentare rappresenta un’eccellenza italiana in cui l’innovazione gioca un ruolo chiave: il 3,6% della crescita del mercato risulta infatti generato da nuovi lanci di prodotto.

L’utilizzo largamente diffuso e radicato dell’integratore alimentare nella vita degli italiani – confermato anche dall’andamento delle vendite durante l’emergenza COVID-19 – è principalmente riconducibile alla crescente attenzione dei consumatori al mantenimento della salute e al concetto di benessere legato allo stile di vita, e sostenuto dal riconoscimento del valore dell’integrazione alimentare da parte di medici e farmacisti. Lo dimostrano i 28,6 milioni di prescrizioni di integratori rilevati nel 2019, effettuati prevalentemente da medici di medicina generale, ortopedici, pediatri, ginecologi, e i dati di vendite in farmacia, dove l’integratore rappresenta la seconda categoria merceologica dopo il farmaco etico.

Durante l’emergenza COVID-19 e in particolare nella fase di lockdown, è stato registrato un incremento delle vendite delle farmacie online del + 64% (primo trimestre 2020).

Secondo le principali evidenze emerse dall’Indagine del Centro Studi, certificata da IQVIA, quello degli integratori alimentari è un settore in crescita con un fatturato industriale 2018 di circa 3,7 miliardi di euro, di cui il 55% espresso dalle aziende associate Federsalus, e un livello occupazionale pari a circa 22.000 addetti. Il 75% del campione intervistato ha registrato un aumento del fatturato e il 53% un aumento in termini di occupazione. Il totale fatturato 2018 è stato generato per il 78% da aziende a marchio, per il 16% da aziende conto terzi e il 6% da aziende produttrici di materie prime; il 79,9% è stato generato dalla componente Italia mentre il restante 20,1% deriva dall’export.

Ed è proprio sull’export che si gioca, secondo il Presidente Zanardi, il futuro del settore ed il contributo che le aziende italiane possono fornire per sostenere il sistema paese.

Un comparto che crede nel futuro ed investe in ricerca, produzione ed informazione medico scientifica.

L’80% degli investimenti è impiegato in marketing e comunicazione (28%), ricerca e sviluppo (23%), formazione (17%), impianti e nuovi macchinari (12%). Una quota significativa è destinata all’informazione medico-scientifica, a dimostrazione della volontà da parte delle aziende del settore di comunicare scientificità e professionalità. Durante il Covid-19 le aziende hanno mantenuto attivo il canale dell’informazione medico-scientifica attraverso soluzioni da remoto, a cui il 60% dei rispondenti ha dichiarato di voler far ricorso anche in futuro.

 

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