lun 19 febbraio 2018 | Categoria: Cosa c'è di nuovo

La supplementazione alimentare nelle nuove Linee Guida per la gestione del paziente post-bariatrico

 

L’European Association for the Study of Obesity (EASO) ha pubblicato le nuove linee guida per la gestione dei pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica, e cioè ai trattamenti chirurgici specifici per le persone con obesità grave.
La chirurgia bariatrica è oggi la soluzione a lungo termine più efficace per la gestione di questi pazienti e il suo utilizzo è raccomandato dalle linee guida relative alla gestione dell’obesità negli adulti. Le tecniche di intervento chirurgico sono mininvasive in laparoscopia, sicure ed efficaci. Si rivolgono però a pazienti complessi che il più delle volte presentano comorbidità quali diabete, ipertensione e insufficienza cardiaca, aspetti che vanno presi in considerazione per valutare la candidabilità del paziente all’intervento. Altrettanto delicata à la fase post operatoria, con controllo e monitoraggio di eventuali nuovi problemi clinici associati a specifici aspetti diagnostici e terapeutici.
 
Le nuove raccomandazioni dell’associazione europea, pubblicate sulla rivista Obesity Facts, intervengono a regolare proprio gli aspetti della fase post-chirurgica, e in particolare quelli della gestione dell’alimentazione dei pazienti, delle comorbilità mediche e psicologiche, ma anche della gravidanza e del riacquisto del peso.
 
La gestione nutrizionale del paziente è sicuramente un aspetto chiave della sua riabilitazione, considerato che le procedure bariatriche inducono cambiamenti significativi e duraturi nelle abitudini alimentari nonché modificazioni anatomiche e funzionali del tratto gastro-intestinale.
L’alimentazione post-chirurgica, quindi, oltre a rispettare i più comuni criteri di dieta sana ed equilibrata, deve considerare le conseguenze della riduzione drastica del volume dello stomaco del paziente e la sua conseguente ridotta capacità di introduzione di cibo.
Le linee guida raccomandano quindi ai medici di riferimento il consulto di esperti nutrizionisti e dietologi, per consigliare ai propri pazienti tipologia e dosi ottimali di cibo, ma anche frequenza di assunzione degli alimenti. Risulta fondamentale, inoltre, un monitoraggio dei parametri nutrizionali ematici ogni tre/sei mesi durante il primo anno dopo l’intervento chirurgico.
 
Le indicazioni dell’EASO sottolineano inoltre il ruolo della supplementazione alimentare nella fase di gestione alimentare post-chirurgica. L’insorgere di carenze di vitamine e minerali, infatti, è uno dei problemi più comuni dopo i trattamenti di chirurgia bariatrica e l’individuazione, la prevenzione, e il trattamento delle insufficienze nutrizionali rappresentano i cardini del follow-up a lungo termine nei pazienti post-bariatrici.
Come evidenziato dal Dr. Arrigo F.G. Cicero, Farmacologo Clinico dell’Università di Bologna, infatti, "partendo dal presupposto che le linee guida si riferiscono ad un paziente molto particolare, ovvero l’obeso che subisce un intervento di chirurgia più o meno invasiva per ridurre meccanicamente la sua capacità di introdurre cibo, le indicazioni alla supplementazione nutrizionale sono particolarmente stressate, e in particolare viene suggerita l’integrazione di ferro, calcio, vitamina A, B12, D e K."
 
Le nuove linee guida evidenziano inoltre che un’assunzione proteica sufficiente è considerata protettiva contro la perdita di massa magra in ogni situazione in cui si verifica una rapida perdita di peso. Tuttavia, l’assunzione di proteine è generalmente ridotta dopo gli interventi di chirurgia bariatrica poiché la preferenza per gli alimenti a basso contenuto di proteine è comune dopo tutte le procedure che hanno una componente restrittiva, in particolare nei mesi immediatamente successivi ai trattamenti.
"Qualora non fosse possibile mantenere un introito adeguato di proteine con alimenti interi (per difficoltà digestive o per diete vegetariane/vegane) – spiega il Dr. F.G. Ciceroallora si potrebbero considerare integratori a base di proteine isolate o, forse meglio, aminoacidi essenziali."
 
Inoltre, considerato che la maggior parte dei pazienti di riferimento sono donne, per l’80% in età fertile, la gestione della gravidanza è un altro elemento chiave nel controllo del paziente post-bariatrico. Anche se le linee guida raccomandano di non intraprendere gravidanze nei primi 12-24 mesi dopo la chirurgia, a causa di un aumentato rischio di carenze nutrizionali e complicanze ostetriche, dopo i trattamenti bariatrici è frequente un rapido aumento della fertilità delle donne. In questi casi "le linee guida stressano la necessità di supplementare tutte le vitamine, ed in particolare la vitamina B12, ed il calcio – prosegue il Dr. F.G. Cicero. – In ogni caso per questa tipologia di pazienti la pratica "fai da te" è da sconsigliarsi, al contrario di interventi mirati personalizzati".
 
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