mar 27 novembre 2018 | Categoria: Noi per Voi

Le Buone Pratiche di Fabbricazione (GMP) per una gestione ottimale del processo produttivo degli integratori alimentari

Si è tenuto pochi giorni fa l’ultimo di tre seminari organizzati da FederSalus che intendono fornire tutti gli strumenti per un percorso di qualità nel processo produttivo degli integratori alimentari.

Al seminario hanno partecipato Massimiliano Carnassale, Direttore Generale FederSalus, Isabella D’Adda, Market and Product Certification Manager Food and Beverage di Certiquality, Massimo Leonardi, Direzione Generale della Sicurezza degli alimenti e della nutrizione del Ministero della Salute, Paolo Stacchini, Direttore del Reparto per la Sicurezza chimica degli alimenti dell’Istituto Superiore di Sanità e Isabella Squellerio, S.I.I.T Chemical Laboratory Supervisor.

Il seminario si inserisce all’interno di un percorso di informazione e sensibilizzazione promosso da FederSalus con l’obiettivo di assegnare all’integratore alimentare un ruolo chiave nella prevenzione primaria, come indicato da Massimiliano Carnassale, che ha ripercorso le numerose iniziative di FederSalus per un garantire percorso di qualità a questa categoria di prodotti, tra le quali rientrano le Linee Guida per la Corretta Comunicazione dei prodotti, la pubblicazione dei Position Paper sul ruolo dell’Integrazione Alimentare nella Medicina di Famiglia e in Farmacia, e la Formazione per i medici di Medicina Generale – il progetto IntegrINforma, realizzato con il contributo di Integratori Italia – AIIPA.

Il seminario ha avuto luogo il giorno dopo la pubblicazione della Norma di Buone Pratiche di Fabbricazione degli integratori alimentari messa a punto dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, documento sulle indicazioni tecniche che rispondono alle esigenze specifiche delle aziende produttrici di integratori alimentari in merito alla corretta applicazione delle buone pratiche di fabbricazione (GMP). La Norma favorisce l’armonizzazione e l’applicazione dei cosiddetti Programmi di Prerequisiti (PRP), come stabilito dalla Comunicazione della Commissione UE (2016/C 278/01) relativa all’attuazione dei sistemi di gestione per la sicurezza alimentare.

Questo documento, che ha rappresentato il tema centrale del seminario, è stato presentato da Massimo Leonardi del Ministero della Salute che ha ricordato i requisiti necessari da seguire nella produzione di integratori alimentari, secondo quanto richiesto dal Sistema di Gestione per la Sicurezza Alimentare (Food Safety Management System – FSMS), uno strumento pratico per controllare l’ambiente e il processo di produzione alimentare, volto a garantire la sicurezza dei prodotti siano sicuri. Il sistema comprende le corrette prassi igieniche (GHP) e le buone prassi di fabbricazione (GMP), insieme denominati Programmi di Prerequisiti (PRP); le procedure basate sul sistema HACCP – Hazard Analysis Critica Control System, ovvero l’insieme di procedure mirate a garantire igiene e sicurezza alimentare; i sistemi di rintracciabilità e di richiamo e, infine, il rispetto del regolamento (CE) n. 178/2002 che rappresenta il requisito fondamentale per un corretto Sistema di Gestione per la Sicurezza Alimentare.

Il documento passa in rassegna le norme e i requisiti per i locali del sito produttivo, i doveri del Responsabile del Controllo di qualità e, infine, le fasi del processo produttivo degli integratori alimentari.

In caso di prodotti non conformi, la Norma richiede che sia prevista una procedura per la gestione delle non conformità ed è compito del responsabile del sistema HACCP (l’OSA – Operatore Sanitario Alimentare) la rintracciabilità e attuazione dei sistemi di ritiro e/o richiamo di lotti non adeguati al consumo. In sintesi, il sistema HACCP rappresenta un approccio sistematico all’identificazione, valutazione e controllo dei pericoli e rischi associati ad ogni fase della produzione, distribuzione e somministrazione degli alimenti e alla definizione degli strumenti per il loro controllo, come sottolineato dalla relazione di Paolo Stacchini dell’Istituto Superiore di Sanità.

Come ulteriore strumento di controllo e convalida di analisi per gli integratori alimentari, Isabella Squellerio di S.I.I.T Chemical Laboratory Supervisor, ha presentato un protocollo che prevede diversi parametri, tra i quali Specificità, Linearità, Limite di Determinazione (LOD) o Limite di Quantificazione (LOQ), Precisione, Accuratezza, Robustezza e Stabilità. Nonostante la formulazione del protocollo e delle misure aggiuntive proposte, viene evidenziata una carenza delle linee guida regolatorie che si aggiunge alla complessità intrinseca della formulazione per gli integratori alimentari.

Infine, sui sistemi di rintracciabilità e attuazione di sistemi di ritiro dei prodotti si è concentrata Isabella D’Adda di Certiquality. La tracciabilità dei prodotti agroalimentari rappresenta un elemento strategico per le aziende che, attraverso l’indicazione di certificati di filiera sui propri prodotti, possono comunicare al consumatore il loro impegno nel soddisfare determinati requisiti. Secondo i dati presentati relativi ad un’indagine MIPAAF sull’etichettatura, il 96% degli italiani desidera trovare indicazione dell’origine del prodotto e 8 italiani su 10 vogliono che il prodotto sia costituito da materie prime nazionali. Ecco perché la trasparenza risulta essere il valore vincente per le imprese.

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