Data pubblicazione: Dom 24 Novembre 2013| Categoria: Cosa c'è di nuovo

L’utilizzo di specifici integratori alimentari nei pazienti ad alto rischio di sviluppare alcune patologie croniche può contribuire a ridurre le spese dei sistemi sanitari

Per gli over-55 affetti da malattie croniche quali osteoporosi, diabete, coronaropatie e malattie degli occhi legate all’invecchiamento, assumere regolarmente integratori alimentari specifici può portare ad una riduzione dell’insorgenza di complicanze, che si traduce in miliardi di dollari di risparmio per i sistemi sanitari. Il report economico, realizzato negli USA dalla Fondazione CRN e pubblicato dalla società di consulenza Frost&Sullivan, è il risultato di un’analisi della più recente letteratura americana sui benefici degli integratori alimentari nella prevenzione dei danni causati da alcune delle malattie croniche più comuni in età avanzata.

Le Vitamine B6, B9 e B12 e Omega-3 per ridurre le incidenze di malattie cardiovascolari, il Cromo Picolinato per ridurre il rischio di diabete, la Luteina e la Zeaxantina contro le patologie degli occhi legate all’invecchiamento e la Vitamina D, il Calcio e il Magnesio per combattere l’osteoporosi. Questi sono i nutrienti che, se assunti con regolarità dalla popolazione a rischio, permetterebbero di risparmiare milioni di euro. L’assunzione di Omega-3 negli ultracinquantacinquenni affetti da coronaropatie permetterebbe allo Stato americano di risparmiare, grazie alla riduzione delle ospedalizzazioni, circa 2 miliardi di dollari all’anno (484,6 mila dollari al netto dalle spese legate all’acquisto degli Omega-3). Facendo un calcolo predittivo, entro il 2020 il risparmio legato all’assunzione di Omega-3 ammonterebbe ben a 16,6 miliardi di dollari lordi. Allo stesso modo l’assunzione regolare delle vitamine B6, B9 e B12 consentirebbe un risparmio di 1,52 miliardi di dollari all’anno, per un totale di 12,12 miliardi di dollari entro il 2020. Anche lo Psyllium (fibra alimentare) e i Fitosteroli, favorendo la diminuzione dei livelli di colesterolo cattivo nel sangue, giocano un ruolo importante nella riduzione del rischio di incorrere in un evento cardiovascolare. Grazie a queste sostanze, il risparmio annuo lordo per le mancate ospedalizzazioni ammonterebbe a 4,23 miliardi di dollari con i Fitosteroli e a 4,38 miliardi di dollari all’anno con lo PsylliumPsyllium. L’integrazione con Cromo Picolinato in pazienti con diabete 2, per la prevenzione di eventi coronarici secondari, permetterebbe un risparmio di circa 1,22 miliardi di dollari all’anno (970 milioni al netto dalle spese relative all’acquisto di Cromo Picolinato), per un totale di 9,75 miliardi di dollari entro il 2020. La progressiva perdita della vista causata da patologie tipiche dell’invecchiamento, quali la degenerazione maculare e la cataratta, prima causa di cecità nei Paesi Occidentali, nel 2012 ha inciso sulla spesa sanitaria statunitense per circa 16,97 miliardi di dollari. Si stima che, entro il 2020, questa potrebbe raggiungere circa 20,55 miliardi di dollari all’anno. Per gli over-55 affetti da queste patologie, arricchire l’alimentazione quotidiana con integratori a base di Luteina e Zeaxantina permetterebbe un risparmio annuo rispettivamente di 57,4 milioni di dollari e 3,81 miliardi di dollari. Al netto dalle spese relative agli integratori, è stata calcolata una spesa totale annua di 966,6 milioni che, secondo le previsioni degli esperti, dovrebbe portare a un risparmio complessivo di 7,73 miliardi di dollari entro il 2020. Nel 2012 l’osteoporosi ha inciso sulle casse dello Stato americano per circa 14 miliardi di dollari. L’assunzione a scopo preventivo di Vitamina D e Calcio in donne oltre i 55 anni, permetterebbe di evitare ospedalizzazioni per un ammontare di circa 1,87 miliardi di dollari all’anno (1,52 miliardi netti escludendo il costo degli integratori), per un totale di 15 miliardi di dollari lordi risparmiati nei prossimi sette anni. Allo stesso modo, gli integratori al Magnesio permetterebbero di risparmiare 851 milioni di dollari lordi (595,3 netti) all’anno e, potenzialmente, 6,8 miliardi di dollari lordi (4,76 netti) tra il 2013 e il 2020. 

«E’ indubbio che prevenire malattie, rallentare o ritardare la comparsa di fattori di rischio conclamati e ritardare la prescrizione di farmaci con mezzi come gli integratori ed i supplementi dietetici, comporta una serie di vantaggi che si traducono in risparmio economico per la collettività» afferma Dott. Arrigo Francesco Giuseppe Cicero, farmacologo dell’Università di Bologna.«Il report farmacoeconomico di Frost&Sullivan è di particolare interesse per i sistemi sanitari, che difficilmente possono sopportare l’impatto dell’invecchiamento della popolazione generale. Teniamo presente però che il report si è limitato solo ad alcuni integratori, non considerando alcuni presidi ancora più efficaci, come ad esempio le monacoline per la riduzione della colesterolemia, che a maggior ragione potrebbero avere un impatto ancora più importante. Pertanto, i risultati che si evincono dal report, potrebbero essere potenziati ulteriormente tenendo in considerazione anche altri fattori come la maggior soddisfazione e il senso di sicurezza del paziente, nonché la razionalizzazione dell’impiego di risorse assegnate come budget al singolo medico curante» conclude il Dr. Cicero.