lun 23 dicembre 2019 | Categoria: Il Nostro Mercato

Nutritional and Health Claims: l’approccio dei consumatori italiani alle indicazioni nutrizionali e sulla salute riportate sui prodotti alimentari

Introduzione

Il progressivo invecchiamento della popolazione rappresenta una delle maggiori sfide per il prossimo futuro. Con l’aumento dell’aspettativa di vita aumenta, infatti, parallelamente anche l’incidenza delle malattie croniche, un aspetto questo che impone una sempre maggiore attenzione al tema della prevenzione primaria e, quindi, al benessere derivante da stili alimentari e di vita corretti.

Tra le misure che possono essere adottate per garantire un elevato livello di tutela del consumatore e scelte alimentari consapevoli, si individua la conoscenza delle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari, come stabilito dal Regolamento Claims 1924/2006.

Una recente ricerca[1] condotta dall’Università di Napoli arricchisce la letteratura esistente in materia esplorando la conoscenza e la familiarità dei consumatori italiani di alcune indicazioni (claim) nutrizionali e sulla salute, ovvero i Nutritional and Health Claims – NHCs.

Presentazione della survey e descrizione del campione

I NHCs hanno il potenziale di rendere i consumatori più consapevoli nelle proprie scelte alimentari, aumentando la comprensione di specifici rapporti tra nutrienti e mantenimento del benessere e della salute. La ricerca ha indagato la conoscenza dei consumatori italiani e l’utilizzo di sei specifiche indicazioni nutrizionali e sulla salute (NHCs), su un campione di 504 consumatori rappresentativo della popolazione italiana[2].

Il campione è costituito per il 50,2% da donne di età media pari a 45,4 anni, il 45% dei rispondenti vive nel Nord Italia, gli occupati sono la categoria più ampia (21,3%), seguiti da pensionati (14%) e casalinghe (12,7%). Il 28% degli intervistati ha figli sotto i dodici anni e nel 63,3% dei casi i rispondenti hanno dichiarato di avere un reddito medio annuo in linea con la media nazionale.

Per quanto riguarda le variabili relative a particolari esigenze dietetiche, il 33% degli intervistati ha dichiarato di essere influenzato da ragioni di salute nelle scelte alimentari. Il 43% degli intervistati ha dichiarato di non soffrire di nessuna patologia, sebbene all’interno del campione si riscontri l’incidenza di problematiche, a livello personale o di un membro della famiglia, quali il colesterolo (27%) e l’ipertensione (26%).

Risultati della survey: livello di conoscenza di alcune indicazioni nutrizionali e sulla salute

Il 33% degli intervistati ha affermato di prestare spesso attenzione alle indicazioni nutrizionali e sulla salute riportate sui prodotti alimentari durante gli acquisti. Il livello di attenzione è più alto con riferimento ai claim nutrizionali, (il 40% degli intervistati ha prestato spesso attenzione a questa tipologia di claim) rispetto al caso dei claim sulla salute (il 29% degli intervistati ha prestato spesso attenzione a questa tipologia di claim). Il 36% degli intervistati ha, inoltre, affermato di acquistare spesso prodotti che riportano un’indicazione nutrizionale in etichetta, tale percentuale si attesta al 26% per quanto riguarda le indicazioni sulla salute.

In termini di conoscenza generale delle indicazioni nutrizionali e sulla salute, i risultati mostrano che il valore medio dell’indice di conoscenza è piuttosto basso (2,37 valore medio, con punteggi che variano da 0 a 6). Con riferimento a specifici claim, riportati nella figura 1 di seguito, è emersa,  in diversi casi, una conoscenza non allineata al significato effettivo delle indicazioni  analizzate.

Figura 1- Dettaglio delle indicazioni sulla nutrizione e sulla salute analizzati nella ricerca

 

Tra le indicazioni nutrizionali analizzate, l’affermazione “senza zucchero aggiunto” si è rivelata quella più difficile da interpretare da parte dei consumatori che nel 53% dei casi hanno attribuito a questa indicazione il significato di alimenti che non contengono affatto zucchero o lo contengono in minore proporzione (53%).

Allo stesso modo il 47% degli intervistati ha interpretato l’indicazione “basso contenuto di sodio” con il significato di alimenti che contengono meno sodio rispetto ad altri prodotti simili o che sono stati prodotti senza aggiunta di sodio.

Il livello di conoscenza del consumatore è invece risultato più elevato con riferimento all’indicazione “ridotto apporto di kcal”, con il 61% degli intervistati che ha indicato la risposta corretta.

Per quanto riguarda le indicazioni sulla salute, gli intervistati hanno mostrato grande difficoltà nell’interpretare l’affermazione “gli acidi grassi Omega-3 aiutano a mantenere la salute del sistema cardiovascolare”.

Quasi la metà del campione (48%) attribuisce agli Omega 3 un ruolo nella riduzione del rischio di infarto o del livello di colesterolo nel sangue. Gli intervistati mostrano una maggiore familiarità con il claim relativo agli steroli vegetali: il 65% degli intervistati ha indicato la risposta corretta.

È risultata nota anche l’indicazione relativa alla presenza di “xilitolo nella gomma da masticare”.

Contrariamente alle aspettative, la non comprensione del significato effettivo dei claim è in generale più marcata per le indicazioni nutrizionali rispetto a quelle sulla salute.

Figura 2 – Quota di intervistati che conoscevano il significato effettivo del NHC selezionato

 

Conclusioni

I risultati dell’indagine suggeriscono come sia prioritario l’impegno dei policy makers e delle aziende per migliorare la conoscenza e la fruibilità dei NHCs nell’ambito di una dieta sana ed evitarne interpretazioni da parte dei consumatori non allineate agli effettivi benefici conseguibili. In generale, ma in particolare con riferimento ai consumatori che prestano scarsa attenzione ai claim, le informazioni dovrebbero essere fornite in modo semplice e chiaro, evitando l’uso di terminologia scientifica complessa[3].

 

 

[1] Annunziata, A.; Mariani, A. Do Consumers Care about Nutrition and Health Claims? Some Evidence from Italy. Nutrients 201911, 2735.

[2] I dati sono stati raccolti a giugno 2019 da una società di ricerche di mercato nazionale (Astra Ricerche) attraverso intervista web assistita da computer. Gli intervistati sono stati selezionati in base all’età (18 – 70 anni) e al luogo di residenza (basato su quattro aree: nord-ovest, nord-est, centro e sud Italia).

[3] In proposito l’analisi ha anche evidenziato tre cluster di consumatori con riferimento a diverso livello di attenzione e frequenza di utilizzo dei claim.

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