mer 19 ottobre 2016 | Categoria: Noi per Voi

Presentato a Milano il libro “Integratori alimentari nell’Unione Europea” a cura di Vittorio Silano e Marco Fiorani

Per fare chiarezza sull’intero complesso delle norme comunitarie che regolano il comparto degli integratori, FederSalus che da sempre svolge un ruolo attivo in Europa al fianco di EHPM, la European Federation of Associations of Health Product Manufacturers, ha contribuito alla realizzazione del libro “Integratori Alimentari nell’Unione Europea. Normativa comunitaria e normative nazionali, aspetti scientifici della valutazione della sicurezza e dell’efficacia e struttura dei mercati nell’UE” scritto dal Prof. Vittorio Silano, Presidente del Panel EFSA CEF e dal Presidente FederSalus Dr. Marco Fiorani, (cliccare per le relative presentazioni) presentato a Milano nella splendida cornice di Palazzo Giureconsulti.

Il volume, strutturato in sette capitoli, dedicati ciascuno ad analizzare un aspetto specifico della normativa del settore, affronta ed approfondisce gli aspetti regolatori degli Stati membri dell’Unione Europea confrontandoli con quelli dei Paesi extra Ue. Tra i temi principali, la normativa settoriale in materia di integratori alimentari a base di vitamine e minerali, armonizzata a livello comunitario; le normative comunitarie orizzontali applicabili anche agli integratori alimentari;- la normativa vigente nei diversi Stati Membri, e non armonizzata a livello comunitario, per gli integratori diversi da quelli a base di vitamine e minerali.

La Commissione Europea, infatti, ha armonizzato solo alcuni aspetti in materia di integratori alimentari a base di vitamine e minerali, e ha rinviato ad una seconda fase, non ancora intervenuta, la definizione di norme relative ad altri nutrienti e sostanze determinando grande eterogeneità della normativa che rimane appannaggio dei singoli Stati Membri, “spesso senza che siano chiari i motivi di tali differenze – come afferma il Prof. Silano -. In molti casi le normative differiscono enormemente da Paese a Paese con le immaginabili difficoltà di transito di questi prodotti all’interno del mercato comunitario”.

 

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