lun 19 febbraio 2018 | Categoria: Noi per Voi

Qualità, investimenti e export: gli elementi chiave di un settore sano, dinamico e in crescita

Quello degli integratori alimentari si conferma un settore sano e in crescita, con un fatturato stimato per l’intero comparto industriale di 2.385 milioni di euro e un totale di 19.977 addetti.

La scelta del comparto di puntare sull’innovazione e sulla qualità dei prodotti si è rivelata vincente: nel 2017 le vendite sono cresciute mediamente del 7,3%, definendo un mercato nazionale valutato in quasi 3 miliardi di euro.  In base ai dati monitorati da FederSalus1, con riferimento ai canali farmacia e GDO, risulta che il 92% circa del valore di mercato è stato generato dalle vendite in farmacia mentre il restante 8% è stato generato nella GDO.
 
La Terza Indagine di settore (2017) “La filiera italiana dell’integratore alimentare” a cura del Centro Studi FederSalus, punto di riferimento a livello nazionale per la comprensione delle dinamiche del settore in Italia, riporta sia i risultati ottenuti a partire dalle informazioni dichiarate dalle aziende rispondenti (in rappresentanza del 50% dell’intero comparto industriale), sia i dati relativi al settore nel suo complesso.
 
La compagine delle aziende associate a FederSalus, ha un valore stimato di 1.186 milioni di euro con 10.583 addetti occupati. Un comparto solido e in crescita quindi, sostenuto da un consistente piano di investimenti, pari a circa 119 milioni di euro che per il 50% delle aziende associate si traduce in investimenti fino al 10% del proprio fatturato.
 
Importante il ricorso alle misure introdotte dal Governo con il piano Industria 4.0. Tra gli incentivi governativi utilizzati dalle aziende vi sono: le misure di superammortamento e iperammortamento, volte a supportare gli investimenti funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi; il credito di imposta, misura volta a stimolare l’attività di ricerca e sviluppo per l’innovazione di processi e prodotti. Rilevante anche il peso del Patent Box che ha interessato il 24% delle aziende rispondenti, la maggioranza delle quali ha presentato domanda proprio per la categoria degli integratori alimentari.
 
Rilevante per il settore è inoltre il ruolo svolto dal contoterzismo: le aziende italiane specializzate in ricerca, sviluppo e produzione in conto terzi rappresentano il 16% del fatturato industriale dell’intero comparto. Il resto del fatturato del settore è appannaggio per l’11% delle aziende di materie prime e per il 73% delle aziende a marchio. Il fenomeno del contoterzismo è una componente significativa di questo tessuto industriale avendo contribuito in maniera positiva in termini di produzione di un prodotto di qualità. Un sistema virtuoso tipicamente italiano generatosi per ragioni di natura normativa. La regolamentazione del settore prevede infatti che la produzione di farmaci sia distinta da quella degli integratori alimentari; questo di fatto ha favorito l’incontro tra l’industria farmaceutica, portatrice di una cultura di rigore scientifico, di elevati standard clinici e di quality assurance, e il know-how specifico del settore degli integratori delle aziende italiane specializzate nella ricerca e sviluppo e produzione in conto terzi.
 
Un motore importante di crescita del settore è costituito dall’export, che sta diventando un aspetto sempre più rilevante per il comparto e che testimonia la qualità dei prodotti italiani riconosciuta a livello internazionale. La terza indagine conferma il trend positivo delle attività estere: il 74,6% delle aziende associate dichiara di aver aumentato le esportazioni. Complessivamente la quota generata dalle attività verso i mercati esteri sul totale fatturato industriale delle aziende associate vale circa il 21%; il valore dell’export è pari a circa 250 milioni di euro con quasi il 30% delle rispondenti direttamente presente sul territorio, a segnalare una tendenza a strutturarsi in loco con l’obiettivo di superare le barriere in entrata. I paesi più ambiti in prospettiva, oltre all’area Euro, sono Russia, Cina e Nord America.
 
Per favorire la crescita però, nonostante la volontà e propensione all’export da parte delle aziende, sono necessarie alcune importanti misure; proprio in questo senso FederSalus, nel 2018, proseguirà il suo l’impegno, costante negli anni, per ottenere la certificazione delle best practices degli standard qualitativi raggiunti dal settore industriale degli integratori alimentari, da parte delle Autorità nazionali e enti riconosciuti a livello internazionale. FederSalus sta inoltre lavorando perché sia promosso e riconosciuto un percorso volto a semplificare e favorire l’approccio delle aziende italiane ai mercati internazionali. 
 
 
Dati New Line Ricerche di Mercato e IRi
 
 
Annulla