mer 7 ottobre 2020 | Categoria: Cosa c'è di nuovo

Sostenibilità: quali sono le opportunità per il settore degli integratori alimentari?

FederSalus ha aperto il dibattito sul tema con un webinar dedicato

Il primo webinar organizzato da FederSalus nel secondo semestre 2020 è intitolato “Sostenibilità. Quali sono le opportunità per gli integratori alimentari?” e ha visto la partecipazione di esperti del settore e, tra questi, di Valentina De Marchi, docente di Economia e Gestione delle Imprese presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Padova e Presidente di Gronen. Il suo intervento, che ha aperto la sessione mattutina, è stato dedicato alla Rilevanza e impatto della sostenibilità come driver di crescita del business aziendale e ha fornito uno spaccato della situazione attuale in tema di sostenibilità, azioni e sfide richieste alle imprese per diventare protagonisti di una economia veramente circolare, che abbia come obiettivo la creazione di un circolo virtuoso tra le aziende, i suoi dipendenti, le persone e l’ambiente.

Il punto di partenza della discussione è stata la crescente consapevolezza da parte delle aziende e delle imprese della centralità che la sostenibilità ha acquisito negli anni, fino ad arrivare sotto i riflettori del dibattito nazionale e internazionale.

Negli ultimi anni, infatti, si è verificata una convergenza interessante e sempre più evidente tra sostenibilità e competitività: in altre parole, essere sostenibili vuol dire anche essere più competitivi sia agli occhi delle istituzioni, viste le risorse pubbliche a disposizione, sia agli occhi dei consumatori. Una recente survey pubblicata dal Word Economic Forum e realizzata da Ipsos ha evidenziato che 9 cittadini su 10, a livello globale, auspicano di vivere in un mondo più sostenibile ed equo nel post-Covid 19, e che il 72% si aspetta una trasformazione nel proprio stile di vita, piuttosto che un ritorno al passato[1].

Adottare pratiche di sostenibilità ambientale per la crescita del business rappresenta oggi una necessità e una sfida di primaria importanza per le aziende, comprese quelle del settore degli integratori alimentari.

Quando si parla di sostenibilità, ha spiegato la Prof.ssa De Marchi, ci sono tre dimensioni che devono viaggiare in parallelo e, auspicabilmente, rimanere in equilibrio: la dimensione economico–finanziaria, quella sociale e quelle ambientale. Tre esigenze a volte in tensione tra loro, sicuramente diverse ma che devono cercare di trovare un equilibrio. La sostenibilità rappresenta un’opportunità di crescita chiaramente mediata dall’innovazione, per permettere la quale servono sia competenze gestionali sia competenze professionali.

È stato inoltre introdotto il tema dell’utilizzo, o meglio sovra utilizzo, delle risorse, che al momento corrisponde alle risorse totali di una terra e mezza, come evidenziato dalla Prof.ssa De Marchi: è come se la società di oggi stesse prendendo in prestito dal futuro delle risorse di cui al momento non dispone. Nel grafico 1 viene graficamente rappresentato questo andamento.Fig. 1 Utilizzo delle risorse

Oltre all’utilizzo delle risorse, ci sono altri due termini dell’equazione che risultano fondamentali per la sostenibilità: l’utilizzo che viene fatto delle risorse stesse (l’utilizzo non virtuoso è purtroppo molto diffuso, come ad esempio la gestione dei rifiuti o l’impatto negativo che questa ha sulla biodiversità, sulla salute delle persone, sullo stato dei mari e oceani) e la crescita costante della popolazione mondiale.

Dall’attuale situazione “a imbuto”, che rappresenta un modello instabile, dove i due estremi sono rappresentati, da una parte, dalla riduzione risorse disponibili e, dall’altra, dalla crescita della popolazione e dagli standard vita ricercati, l’economia sostenibile vorrebbe proporsi come possibile soluzione alla ricerca di approcci innovativi per invertire la rotta e normalizzare il modello, andando ad esplorare come usare meglio le risorse e creare cicli virtuosi negli ecosistemi.

Fig. 2 Modello a imbuto del rapporto tra le risorse disponibili e la popolazione

Cosa vuol dire quindi “sostenibilità” nel concreto per un’azienda? La Prof.ssa De Marchi ha evidenziato l’importanza di partire dall’ascolto delle esigenze dei diversi stakeholder esterni all’impresa, in modo sistemico. In secondo luogo, risulta fondamentale rivedere il modello produttivo, passando da un modello lineare ad uno circolare.

Nel modello lineare, nato negli anni ‘70 del secolo scorso e dominante fino almeno agli anni ‘90, le materie prime sono percepite come infinte. Nel modello circolare si cerca invece di ridurre al minimo l’utilizzo di quantità di materie prime, guidati dal concetto del riuso delle risorse per tutta la loro vita utile. Questo modello richiede un ripensamento della progettazione e della modalità con cui sono distribuiti i prodotti, “la geografia” della distribuzione, come sono utilizzati e raccolti per ridurre al minino la quantità di sprechi e rifiuti.

Fig. 3 Economia lineare vs Economia circolare

Durante il webinar, la Prof.ssa De Marchi ha specificato che la sostenibilità non può essere intesa solo come “riciclo”: la vera svolta e il vero cambio di mindset si verificheranno solo laddove si riuscirà a generare meno rifiuti.

A livello pratico, le aziende possono partire ponendosi alcune domande guida, per trasformare le proprie attività ed essere più sostenibili: da dove viene la materia prima utilizzata? Che fine farà? Come sarà usato e smaltito il prodotto? Quanto scarto ci sarà? A cosa serve questo prodotto? Come arriverà al consumatore? Come viene realizzato il componente che uso, con componenti chimici? Come crea valore?

Un accento importante è stato posto, poi, sulla valorizzazione del servizio più che sul prodotto in sé, ovvero sul pensare a nuovi modi per offrire un servizio al consumatore, senza necessariamente produrre un nuovo prodotto.

Questo comportamento come impatta sulle aziende?

Sulla base dei risultati di una survey condotta prima della pandemia Covid-19, la Prof.ssa De Marchi ha evidenziato come un atteggiamento attento alla sostenibilità sia un vero driver per la crescita aziendale che ne guadagna in reputation percepita, competitività e appealing anche nei mercati esteri, migliorando anche la motivazione interna. Dalla stessa survey, emerge un impatto positivo anche sull’occupazione[2]

In conclusione, la sostenibilità giova alle aziende e all’occupazione, purché diventi una strategia aziendale che sia:

  1. a) pianificata e progettata, in quanto il ritorno economico degli investimenti in sostenibilità è a medio termine;
  2. b) in grado di ideare nuovi processi e nuovi modelli di business;
  3. c) preveda la ricerca attiva di risorse;
  4. d) che possa essere misurata – in questo senso, molto utili sono le certificazioni, anche interne alle stesse aziende.

[1] https://www.ipsos.com/en/global-survey-unveils-profound-desire-change-rather-return-how-life-and-world-were-covid-19

[2] Indagine Laboratorio Manifattura Digitale dell’Università di Padova.

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