mer 8 luglio 2015 | Categoria: Il Nostro Mercato

Trend globali nel mercato degli integratori alimentari: un confronto tra USA ed Europa

In occasione del convegno “Global trends, Regulation and Innovation in Food Supplement Products” organizzato lo scorso 29 maggio da FederSalus e dal Parco Tecnologico Padano, è stata mostrata una panoramica a livello mondiale sul settore degli integratori alimentari. Le rilevazioni di Euromonitor International hanno fotografato nel 2014 un valore globale di mercato1 pari a 66 miliardi di euro, rappresentato per il 30% dalle vendite di prodotti a base di vitamine. A determinare il 65% del valore totale sono i mercati USA, Cina, Giappone, Corea del Sud e Italia che in prospettiva cresceranno ancora tra il 2014 e il 2019: in particolare si stima una crescita annuale media tra lo  0,8% e 0,9% rispettivamente per Corea del Sud e  Giappone, del 2,9% per il mercato statunitense e del 4,2% per l’Italia. A crescere più degli altri mercati sarà invece la Cina, con un tasso annuale medio del 4,9%.
 

Fonte: Euromonitor International


Fattori culturali, esigenze di consumo legate a bisogni nutrizionali e/o funzionali, disponibilità del prodotto sono gli elementi che determinano la domanda di integratori alimentari per ciascuna area di mercato.
Nel mercato del Nord America (Stati Uniti e Canada) negli ultimi cinque anni la crescita più significativa in termini assoluti l’hanno fatta registrare i probiotici, seguiti da fish oils olis/acidi grassi omega e dai multivitaminici.
 
Vitamins and Dietary Supplements: categorie protagoniste in termini di crescita assoluta 2009-2014 ( RSP)
 

Fonte: Euromonitor International


Anche nei Paesi dell’Europa Occidentale il primo posto in termini di crescita è occupato dai probiotici, seguiti in questo caso dalle combinazioni di prodotto e dai minerali. Mentre nei Paesi dell’Europa Orientale primeggiano le combinazioni di prodotto, seguite dai multivitaminici e dai probiotici.
Osservando più da vicino il mercato degli  Stati Uniti, patria degli integratori alimentari, si riscontrano certamente le dinamiche di un mercato maturo che poggia su una domanda di consumo sofisticata ed evoluta. Il valore totale generato dalle vitamine e dagli integratori alimentari è pari a 19 miliardi di euro nel 2014, con una spesa pro capite di 59 euro, non paragonabile ai 9 euro stimati a livello globale.
 

Fonte: Euromonitor International
 
Guardando alle modalità di distribuzione, Internet si afferma come secondo canale retail, dopo i Grocery Retailers, superando anche  il Direct Selling che si colloca in terza posizione2. Dall’analisi di Georgij Grebinskij, Senior Analyst di Euromonitor International, si evidenziano inoltre i principali trend che guideranno il mercato statunitense delle vitamine e degli integratori alimentari: da un lato gli operatori del mercato dovranno fronteggiare la competizione crescente dei private label, che si gioca sui prezzi; dall’altro dovranno confrontarsi con consumatori sempre più attenti all’esperienza di uso, che passa anche dalla scelta di formati innovativi dei prodotti, e alla ricerca di prodotti efficaci dal punto di vista nutrizionale.
Proseguendo con il focus sul mondo occidentale, l’attenzione si sposta sull’Europa, che per dinamiche di vendita, contesti distributivi e atteggiamenti di consumo non si configura come un unico grande mercato. Nel 2014 vitamine e integratori alimentari hanno generato a livello europeo un valore di 11,3 miliardi di euro, e in particolare le vitamine hanno rappresentano una quota del 26,5% sul totale delle vendite. I primi cinque mercati europei – Italia, Germania, Francia, Regno Unito e  Russia –  generano il 61% del valore totale.
 

Fonte: Euromonitor International


Le differenze rispetto al mercato statunitense si registrano anche sul fronte della distribuzione. In Europa Occidentale le farmacie si confermano il primo canale distributivo con il 37%, pur avendo ceduto quote a favore dei Grocery Retailers (22%) e dell’Internet Retailing (9%). La farmacia è anche il canale di elezione per l’acquisto di integratori alimentari nei paesi dell’Europa Orientale, con una quota del 71%, seguito subito dopo dal Direct selling, che dal 2009 al 2014 è passato da una quota dell’8% al 12%. 
 
Fonte: Euromonitor International


Confrontando Europa Occidentale e Europa Orientale in termini di vendite di multivitaminici emerge che il posizionamento dei prodotti in base al target socio-demografico dei consumatori è maggiormente consolidato nel mercato dell’Europa Occidentale, mentre ampie opportunità di segmentazione si delineano, invece, nel mercato dell’Europa Orientale.
Dal punto di vista della domanda, nei Paesi dell’Europa Occidentale gli operatori sono chiamati a confrontarsi con consumatori più consapevoli che prestano crescente attenzione ai private label e sono particolarmente attenti alle innovazioni di prodotto.
Allo stesso tempo in Europa Orientale il mercato è influenzato dalla crescente attenzione alla salute e agli stili di vita sani ed equilibrati. In questo contesto sono ancora solo i consumatori più abbienti a dare importanza alle innovazioni di prodotto. In questi Paesi la spesa pro capite per gli integratori alimentari si attesta intorno ai 10 euro a fronte dei 16 euro di un consumatore dell’Europa occidentale.
A condizionare complessivamente l’andamento del mercato nel breve medio termine, in tutta Europa, è da un lato il contesto regolatorio e dall’altro la risposta che gli operatori saranno in grado di dare in termini di innovazione e qualità.
 
 
 





[1] Il riferimento è alla categoria Vitamins and Dietary Supplements di Euromonitor International. Si specifica che il criterio di classificazione è quello della composizione del prodotto, che prevale sugli aspetti di marketing, regolatori e di registrazione
[2] Definizione dei canali Euromonitor International:
Grocery retailers – È l’aggregazione di ipermercati, supermercati, discounters e piccoli esercizi al dettaglio che trattano prevalentemente alimenti, bevande e altri generi come il tabacco.
Chemists/Pharmacies – Il canale include i punti vendita di medicinali soggetti a prescrizione sotto la supervisione di un farmacista (altre attività includono la vendita di OTC e prodotti per l’igiene e la bellezza).
Parapharmacies/Drugstores – Il canale comprende i punti vendita al dettaglio di OTC, prodotti per l’igiene e la bellezza, cosmesi, prodotti per la casa e altre merci in generale. Tali punti vendita possono anche offrire medicinali soggetti a prescrizione sotto la supervisione di un farmacista. Alcuni esempi sono dati da: Schlecker e Rossmann in Germania, Walgreen e CVS negli US.
Internet retail – Include i dettaglianti che vendono beni di consumo al pubblico via Internet.

Direct selling – Include le vendite effettuate direttamente presso il consumatore generalmente porta a porta.

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