mar 27 ottobre 2015 | Categoria: Media

Troppe inesattezze sugli integratori alimentari: FederSalus scende in campo

Da sempre impegnata nel promuovere una corretta informazione sull’uso appropriato e sui benefici degli integratori alimentari, FederSalus ha concentrato le attività dell’ultimo mese nel fare chiarezza sui tanti preconcetti che ancora ruotano intorno al settore.
 
Ultimo caso, in ordine di tempo, è rappresentato dall’eccessiva sempificazione delle conclusioni dello studio dell’Ospedale Molinette di Torino con il quale si mettono sotto accusa gli integratori alimentari ritenuti responsabili di un aumento del rischio di sviluppare il tumore alla prostata. Allo studio – pubblicato sulle riviste americane ‘Nature Reviews Urology’ e ‘The Prostate’ e rilanciato in Italia attraverso un comunicato ripreso da alcuni organi di stampa – FederSalus non è stata a guardare ed ha replicato con una nota che chiarisce come "I prodotti impiegati nello studio non sono integratori alimentari. In base alle informazioni pubblicate, due delle sostanze oggetto dello studio sono state assunte dai pazienti coinvolti in quantità doppie rispetto all’uso raccomandato dalle Linee Guida del Ministero della Salute. Inoltre la ricerca è stata condotta su pazienti con manifestazioni già conclamate di adenoma pre-canceroso conducendo quindi a delle conclusioni fuorvianti".
 
Interpellato dall’Associazione, sulla questione, anche il Prof. Alberto Martina del Dipartimento di Scienze del farmaco Università di Pavia e docente al Master di II livello in Nutraceutica dell’Università di Pavia si è espresso in modo molto critico nei confronti della comunicazione dei risultati della ricerca, commentando “Qualunque prodotto usato fuori dal range di tollerabilità può costituire un pericolo; in presenza di una lesione anche il concetto stesso di integratore, che lavora per il mantenimento del benessere o sulla riduzione di un fattore di rischio, non vale più. Questo studio dimostra che l’uso incongruo di determinati principi attivi, e non di integratori, non dà un effetto favorevole e non riesce a fermare l’evoluzione di un tumore prostatico, il che è ben diverso dal dire che gli integratori aumentano il tumore alla prostata”.
 
L’obiettivo è diretta emanazione della mission di FederSalus: difendere il settore da attacchi infondati e combattere il bisogno affannoso di visibilità basato su titoli sensazionalistici che attirano l’attenzione dei media ma restituiscono poco in termini di educazione della popolazione e credibilità degli sforzi profusi nella ricerca. Rappresentando, piuttosto, un elemento di confusione tra il concetto di integratore alimentare e quello di farmaco, sul quale FederSalus è attivamente e costantemente impegnata a fare chiarezza.
 
In questo contesto si è inserito il convegno, organizzato ad Expo lo scorso 9 ottobre, “Gli Integratori alimentari in pillole: vero o falso?” nato con l’obiettivo di dipanare dubbi e falsi miti per rispondere alle tante domande che l’opinione pubblica si pone, ma non sempre ha il coraggio di rivolgere al proprio medico o farmacista. Durante il Convegno, aperto al pubblico e disponibile sul canale YouTube di FederSalus  con la partecipazione di numerosi giornalisti, visitatori di Expo e aziende del settore, il panel di esperti non ha perso l’occasione per entrare nuovamente nel merito della questione integratori alimentari e rischio di tumore alla prostata, rimarcando nuovamente l’errato approccio farmacoterapeutico dello studio rispetto al peculiare effetto nutritivo e fisiologico caratteristico dell’integrazione alimentare.
 
Queste recenti attività hanno ulteriormente rafforzato l’autorevolezza e il posizionamento di  FederSalus sui media dove da gennaio 2015 ad oggi, l’attività di ufficio stampa ha prodotto oltre 230 articoli.
 
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