gio 26 marzo 2020 | Categoria: Il Nostro Mercato

Workshop della Nutraceutica Made in Italy. Una panoramica sul mercato russo degli Integratori Alimentari

Si è tenuto a Mosca, in Russia, il 20 e 21 febbraio il Workshop della Nutraceutica Made in Italy, il primo diuna serie di appuntamenti promossi da ICE Agenzia in collaborazione con FederSalus, che rientrano nell’ambito delle attività di promozione estera e di internazionalizzazione delle imprese italiane operanti nel settore della Nutraceutica e degli Integratori Alimentari.

Il 20 febbraio presso la sede dell’Ambasciata d’Italia a Mosca, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia nella Federazione Russa, SE Pasquale Terracciano, si è tenuto il workshop di presentazione del settore nutraceutico con l’obiettivo di condividere aspetti legati alle dinamiche, opportunità e criticità offerte dal mercato locale, di confrontarsi  e mettere in contatto le aziende produttrici italiane, associate a Federsalus, con operatori istituzionali e commerciali locali.

Come emerge dal  rapporto, redatto da ICE Agenzia di Mosca: “Il Mercato Degli Integratori Alimentari In Russia, 2018-2019”, la diffusione degli integratori alimentari è avvenuta nel mercato russo a partire dalla fine degli anni ’90.

Nell’ultimo decennio, in particolare, si è assistito a uno sviluppo decisamente dinamico del mercato russo degli integratori alimentari. Secondo i dati riportati nel rapporto, ad oggi gli integratori alimentari occupano il secondo posto dopo i farmaci, tra i prodotti venduti nelle farmacie.

Nel 2019 il mercato russo ha sviluppato in farmacia un valore di oltre 771 milioni di euro.

In termini di quota a valore, multivitaminici e multiminerali (12%), probiotici (9%), minerali (8%), integratori per il sistema urinario (6%), acidi grassi Omega-3 (5%), prodotti ginecologici(5%), prodotti per il sonno e il rilassamento (4%) e prodotti a base di Vitamina C (4%) sono le categorie più favorite tra i consumatori russi[1].

Circa il 48% dei cittadini russi fa uso regolare di vitamine e di altri integratori alimentari. La stragrande maggioranza degli intervistati (95%) ritiene che l’organismo abbia necessità di supporto integrativo specialmente nelle stagioni fredde[2]. Si registra, inoltre, una migliore percezione degli integratori alimentari e la fiducia verso questi prodotti aumenta anche grazie al fatto che molti grandi player del mercato farmaceutico, in parallelo con il proprio assortimento di farmaci e medicinali, hanno iniziato a produrre integratori alimentari, con una crescente consapevolezza della popolazione delle potenzialità e benefici di tali prodotti.

Per quanto riguarda la produzione, essa è a quasi assoluta prevalenza russa: gli integratori alimentari nazionali occupano, infatti, una quota di mercato a valore pari 56,2%  e l’81,4% in termini di confezioni vendute. Su questo aspetto ha impattato, naturalmente, anche il tema dei prezzi: si è rilevato che nel 2018 il costo medio di una confezione di  integratori  era di circa 3,2 volte inferiore al costo di una confezione di prodotto importato.

 

In termini di quote di mercato, tra i produttori stranieri si rileva la presenza di aziende tedesche, (31,6%), statunitensi (20,2%) e canadesi (12%).

Nonostante la presenza di aziende italiana sia ancora limitata, il mercato russo guarda con molta attenzione al mercato italiano. Infatti la diffusione di una crescente cultura rivolta alla cura del benessere, dello stare bene e dell’alimentazione, sta aprendo sempre più attenzione e spazio alla diffusione di prodotti nutraceutici di qualità e quindi di provenienza Made in Italy.

Nel breve – medio periodo l’andamento del mercato russo degli integratori sarà determinato dalla situazione economica del Paese e dai riflessi sul potere di acquisto dei consumatori.

Nel lungo periodo,  le prospettive per il mercato russo degli integratori alimentari possono dirsi favorevoli in quanto ci sono spazi di crescita, di diversificazione dei canali distributivi e possibilità di attrarre investimenti.

 

 

[1] Fonte dati: IQVIA MAT dicembre 2019

[2] Dati riportati dall’Istituto dell’Opinione Pubblica «Anketolog» e pubblicati dall’Istituto di Ricerca sulla Nutrizione nell’autunno 2019

 

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